Al Veneziale due innesti importanti che rafforzano la risposta dell’ospedale alle esigenze di salute di tutto il territorio provinciale in attesa di altri provvedimenti, in questo caso sono di competenza dei commissari, che confermino le rassicurazioni sul fatto che il laboratorio di Emodinamica (servizio salvavita) e il Punto nascita non chiuderanno.
Il dg dell’Asrem Giovanni Di Santo ha formalizzato in via definitiva l’assegnazione dei tre nuovi docenti Unimol indicati dal rettore Giuseppe Vanoli dopo la firma del Protocollo d’intesa con la Regione (altri nove prof sono stati confermati alla guida di unità operative complesse o programmi assistenziali).
A Isernia, come già stabilito, prenderà servizio il ricercatore Pasquale Mone, che andrà a dare manforte al reparto di Medicina. 40 anni (il prossimo dicembre), avellinese, specializzato in geriatria ed esperto fra le altre cose di declino cognitivo. Sarà titolare di un programma assistenziale equiparato alla struttura complessa di Medicina interna. Che è uno dei reparti dell’ospedale isernino più in difficoltà per la carenza di personale
Sempre al Veneziale arriverà il prof Giuseppe Cascini, ordinario di Diagnostica per immagini e curerà un programma assistenziale di Imaging integrato.
Si occuperà di chirurgia robotica e mini invasiva al Cardarelli di Campobasso, invece, Vincenzo Altieri. Giovane, affermato, molisano di San Giuliano di Puglia, lo ha riportato a casa l’Università degli studi del Molise dove è ricercatore. Considerato fra i migliori urologi in circolazione in Italia e non solo, per Humanitas è stato a lungo (prima della sua scelta di accettare la sfida di contribuire a rilanciare la sanità molisana) un professionista di punta. Formazione internazionale, dopo la laurea a Chieti, Altieri è specializzato in chirurgia mininvasiva, laparoscopica. E robotica. Per questo la prima destinazione indicata dall’azienda sanitaria (il San Timoteo di Termoli) è stata corretta ridefinendola insieme all’ateneo per centrare meglio obiettivi comuni di Regione, Asrem e Unimol, calibrando quindi l’attenzione su tutti i presidi ospedalieri e sui reparti che affrontano maggiori difficoltà, in questo caso il Veneziale.
Di Santo ha commentato sottolineando la «sinergia notevolissima con l’Università e con il rettore Giuseppe Vanoli. Sicuramente un buon viatico per il percorso condiviso che sta per iniziare, insieme a commissari, Responsible e Regione, rispetto all’integrazione». ritai


























