Per tutti i partiti e gli schieramenti le elezioni in Sicilia hanno rappresentato uno spartiacque. Ora che il dato è acquisito, dopo le analisi e le valutazioni che ogni forza politica farà, il dibattito per le regionali della primavera (o inizio estate) 2018 diventa predominante.
Occhi puntati su Alternativa popolare: cosa farà la creatura di Alfano che nel Molise è guidata dall’assessore Pierpaolo Nagni? Terrà ferma l’alleanza con il Pd renziano o tornerà col centrodestra?
I giochi, in generale, sembrano tutti ancora aperti. Sia nel centrodestra sia nel centrosinistra. Così, i nomi e le ipotesi di candidatura per lo scranno più importante, quello da governatore, sono numerosi.
Il Movimento 5 Stelle, con il vento in poppa perché in Sicilia è comunque il primo partito, si prepara ad affrontare la campagna per le regionali molisane facendo perno sulla squadra che nel 2013 ha portato in Consiglio Patrizia Manzo e Antonio Federico. Quest’ultimo è l’esponente più accreditato per guidare le truppe grilline alla conquista di Palazzo D’Aimmo. Anche se, come ha ribadito in una recente intervista la sua collega Manzo, sarà la rete a decidere tra una rosa di nomi il candidato governatore M5S: attraverso la piattaforma Rousseau, come avvenuto per le regionali del Lazio (la candidata è Roberta Lombardi).
Il resto del mondo, vale a dire le forze politiche ‘tradizionali’, è in piena fibrillazione per mettere a punto programmi, alleanze e candidati. Sulla scena ci sono, senz’altro, l’attuale presidente Paolo Frattura (che come deciso dall’assemblea del Pd a maggio sta realizzando una serie di incontri con la base dem e gli amministratori per testare il gradimento) e il suo predecessore Michele Iorio. Su sponde opposte ma, ad oggi, entrambi intenzionati a riproporsi. Il primo è alle prese con la fronda interna dell’Ulivo 2.0, che cerca un’alternativa alla sua ricandidatura. Allo stesso modo, nel centrodestra gli alleati di Direzione Italia (il partito di Fitto a cui Iorio ha aderito) sono – chi più apertamente e chi meno – poco propensi a cedere. Fratelli d’Italia, anzi, ha avanzato al tavolo del centrodestra il nome del suo coordinatore Filoteo Di Sandro.
Sia Iorio sia Frattura, però, sono candidati in pectore.
Sul fronte centrosinistra, poi, altro nome in campo – fra le ipotesi e le indiscrezioni – è quello del senatore del Pd Roberto Ruta, fondatore con il deputato Mdp Danilo Leva dell’Ulivo 2.0. Una delle novità delle ultime ore arriva proprio da quest’area politica: i bersaniani potrebbero aver trovato un asso nella manica nell’ex senatrice Cinzia Dato. Parlamentare nei primi anni ’90 e assessore comunale alla Cultura quando sindaco era Augusto Massa, Cinzia Dato non ha mai trascurato il suo legame col Molise, dove ha continuato la carriera di docente universitaria.
In molti, poi, nell’ambito del centrodestra e anche in alcuni settori del centrosinistra, accarezzano l’idea di convincere il presidente del tribunale di Isernia Vincenzo Di Giacomo a scendere in campo. Magistrato, impegnato in prima persona nella battaglia per salvare la Corte di Appello, ha buoni rapporti con tutti: per alcuni è il candidato ideale.
Di ieri, poi, la notizia che Clemente Mastella, oggi leader dei Popolari per il Sud, candiderebbe a governatore del Molise l’ex sindaco di Campobasso Gino Di Bartolomeo. Lui, per ora, ha declinato.
Ma questi sono solo alcuni dei papabili. Tanti i nomi e le proposte: c’è bisogno di altre puntate.
ppm

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