In Molise, a gennaio, rispetto allo stesso periodo del 2015, si registra un calo del 20,3% per quanto riguarda l’attivazione di contratti a tempo indeterminato, conseguenza del venir meno dei generosi incentivi governativi, ridotti da 8.060 euro ad assunzione per tre anni a un massimo di 3.250 euro su base annua per due anni.

I numeri in un’analisi condotta dal Centro studi ImpresaLavoro su elaborazione dei dati Inps.

A gennaio sono stati attivati 156.794 nuovi contratti a tempo indeterminato, a fronte di 119.075 cessazioni: secondo i dati dell’Osservatorio Inps sul precariato una variazione netta di 37.719 unità, che rappresenta un calo del 58% rispetto a gennaio 2015. A frenare le nuove assunzioni è la riduzione degli sgravi, entrata in vigore con il nuovo anno. Se si guarda al totale delle assunzioni (e non solo a quelle a tempo indeterminato) i nuovi rapporti di lavoro iniziati a gennaio 2016 sono stati 406.612 (senza considerare le trasformazioni) a fronte dei 526.431 dello stesso periodo del 2015. Anche le cessazioni complessive sono state meno (294.201 a fronte di 360.012) e il saldo mensile è stato positivo per 112.411 novità a fronte del saldo positivo per 166.419 unità del gennaio 2015 “trainato allora tuttavia dalle assunzioni con contratti a tempo indeterminato con esonero contributivo’” totale. Per il 2016 la legge di stabilità prevede che lo sgravio contributivo sia solo biennale e per il 40% dei contributi.

Il Molise, insieme al Friuli Venezia Giulia (-23,2%), è una delle regioni a far registrare la flessione più contenuta, contro dati come quelli dell’Abruzzo (-52,6), della Basilicata (-57,7%), della Valle d’Aosta (-56,6%) e dell’Umbria (-52,2%). A livello nazionale il calo è pari al 39,5%. Il Molise, inoltre, con il 63,46%, è sopra la media nazionale (57,7%) per quanto riguarda il ricorso alla decontribuzione sulle assunzioni previste dal governo.

 

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