Ha violato deliberatamente il divieto di accesso e transito sul viadotto “Longo” sul Sente. Un gesto provocatorio, di disobbedienza civile, che ha unito solidarietà, pratica sportiva salutare e soprattutto l’impegno sociale, la battaglia del singolo cittadino contro l’isolamento territorio e l’abbandono da parte delle istituzioni. Magari rischierà una contravvenzione, proprio per aver violato il divieto e aggirato le transenne, ma alcune cose vanno fatte, per far capire a chi siede a Roma nelle stanza del potere politico, che i cittadini non sono propriamente un gregge di pecore. Protagonista dell’iniziativa solidale e polemica allo stesso tempo è un residente di Castiglione Messer Marino. Nicola Donatelli, sessantenne, donatore di sangue dal 1990, prima con l’Avis poi con la Fidas. Oltre ottanta donazioni al suo attivo, ottanta sacche di sangue messe a disposizione di chi ne ha bisogno.
E nei giorni scorsi ha deciso di rendere quel suo gesto abituale di donare il sangue, appunto, un qualcosa di ancor più forte e importante, un esempio, ma anche una denuncia civile e pubblica. Armato di buona volontà e di uno zainetto, si è incamminato da Castiglione, centro isolato dell’Alto Vastese, per raggiungere l’ospedale di Agnone, il “Caracciolo” demolito a colpi di ascia dalla politica e dai commissari. Lì un ago è entrato nel suo corpo e ha permesso a Nicola Donatelli di donare il sangue. Un gesto eroico di per sé che acquista il rango di notizia perché denuncia l’isolamento territoriale in cui viene deliberatamente lasciato, da quasi nove anni, un intero lembo di terra al di qua e al di là del viadotto “Longo”. Venti chilometri abbondanti a piedi, sono quelli percorsi da Nicola Donatelli. Ogni metro di asfalto e di sudore raccontano e denunciano il sentimento di una popolazione vessata da chi non ha saputo, in quasi nove anni, riaprire una infrastruttura viaria di fondamentale importanza che collega, o meglio collegava, due territori e due comunità, con le economie, il tessuto sociale e culturale.
Con questa iniziativa simbolica il donatore ha voluto lanciare un messaggio alla politica: occorre riaprire subito il ponte Sente, oggi ancor di più perché il resto della rete viaria di zona è stata pesantemente compromessa dall’ondata di maltempo delle scorse settimane. «I territori di confine – ha sottolineato Donatelli – pagano da anni un isolamento che sta svuotando i paesi: negozi che chiudono, economie locali in affanno, comunità sempre più fragili». Parole di denuncia che andiamo ripetendo da anni, inascoltati dai politici di ogni risma e dalle istituzioni a tutti i livelli. Per completezza di informazione riportiamo anche il commento della sindaca di Castiglione Messer Marino, la pediatra Silvana Di Palma: «Sicuramente la chiusura del viadotto Sente è un problema gravissimo e va denunciato in tutti modi, però utilizzare il tema della donazione del sangue in questo modo mi sembra un po’ fuorviante, come se a Castiglione non fosse possibile donare il sangue. Dopo tutti gli sforzi che abbiamo fatto per costruire un centro di raccolta nel distretto sanitario di base, mi sembra un’informazione fuorviante. Questo signore, anche se è iscritto alla Fidas di Agnone, potrebbe tranquillamente donare il sangue nella sua città».
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