Paura e dolore. Una vita trasformata in un inferno. Alla fine, spaventata ed esausta, è riuscita a chiedere aiuto e a denunciare il figlio violento.
La Polizia di Stato di Campobasso, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo, ha arrestato e trasferito in carcere un 55enne, indagato per maltrattamenti aggravati nei confronti della madre 90enne.
Nel pomeriggio dello scorso 30 aprile, il personale della Squadra Mobile della Questura di Campobasso, guidata da Marco Graziano, ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, disposta dal gip del Tribunale di Campobasso.
L’arresto dell’uomo, un 55enne del capoluogo, rappresenta l’epilogo dell’urgente e serrata attività d’indagine da “Codice Rosso” che ha permesso di ricostruire e far emergere le abituali condotte violente nei confronti della madre convivente, ormai posta in uno stato di grave sofferenza morale e psichica a causa delle continue e reiterate espressioni ingiuriose, svilenti e offensive che ha subìto nel tempo nonché delle gravi e concrete minacce di morte, prospettate anche al fine di costringerla a consegnargli del denaro.
Pochi giorni prima dell’arresto, al culmine dell’ennesima violenza domestica, la vittima, dalla corporatura esile e minuta, si è fatta forza ed è riuscita a contattare il personale della Polizia di Stato, allertato tramite numero di emergenza, raccontando di aver subito poco prima percosse fisiche dal figlio, che le aveva anche gettato a terra il cellulare per impedirle di chiamare i soccorsi.
Con l’obiettivo di garantire una pronta ed efficace tutela della vittima, gli investigatori della Sezione specializzata nei reati del Codice Rosso sono riusciti a far emergere che l’anziana madre, non solo era svilita, umiliata e percossa ma anche assillata e intimorita, tanto da essere costretta a consegnare le somme di denaro richieste dal figlio pur di placare la sua furia.
«I fatti di cui trattasi – ha affermato in una nota il procuratore Elisa Sabusco – rappresentano una tipologia delittuosa al cui contrasto questa Procura pone particolare attenzione, anche al fine di prevenire che le condotte persecutorie sfocino in più gravi reati, tant’è vero che, nell’anno in corso, sono state numerose sia le attività di indagine inerenti al c.d. “Codice Rosso” trattate dalle Forze di Polizia di questo distretto che le misure cautelari applicate a tutela delle vittime».

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