Una Carrese che si decide due volte. Prima sull’asfalto, poi davanti ai filmati. È questo il doppio binario su cui si è sviluppata la corsa di ieri, intensa, nervosa, rischiando di cambiare volto nel finale quando sembrava ormai incanalata.La partenza è tutta dei Giovanotti. Escono meglio, più compatti, con il carro subito stabile e una linea pulita. Non forzano oltre misura, ma costruiscono un vantaggio solido, fatto di continuità e controllo. È una progressione ordinata, senza sbavature: i giallorossi prendono il comando e lo difendono con lucidità.I Giovani restano agganciati, senza perdere contatto ma senza riuscire, nella prima fase, a trovare lo spunto per rientrare davvero. Sul tratturo la corsa sembra quasi cristallizzarsi: ritmo regolare, distanze stabili, Giovanotti padroni della scena.Poi il cambio di scenario. Sull’asfalto la gara si riapre.I Giovani alzano l’intensità, aumentano l’andatura, iniziano a rosicchiare metri. La rimonta prende forma con decisione, il distacco si assottiglia fino quasi ad annullarsi. È il momento più spettacolare e teso: due carri, due traiettorie, una corsa che torna improvvisamente in equilibrio.È qui che si consuma l’episodio chiave. All’altezza della villa, nel pieno della rincorsa, i Giovani non mantengono la linea ideale: invece di proseguire dritti, finiscono per seguire il primo carro. La velocità accumulata diventa ingestibile e porta all’impatto. Un errore di traiettoria, nel momento più delicato, che spezza l’inerzia della rimonta e cambia definitivamente il corso della gara.I Giovanotti, a quel punto, ritrovano spazio e controllo. Riprendono margine e gestiscono gli ultimi metri senza più concedere nulla, entrando per primi in piazza tra l’esplosione della folla. Una vittoria costruita nella prima parte, difesa nel finale.Ma la Carrese di Ururi non si chiude con l’arrivo.Perché mentre in paese partono i festeggiamenti, si apre un altro capitolo. Le verifiche sui filmati sul sospetto di una partenza anticipata dei Giovanotti.Un dettaglio che avrebbe potuto rimettere in discussione l’esito della corsa o quantomeno alimentare polemiche e interpretazioni. Ed è qui che la Carrese diventava “doppia”: da una parte il verdetto della strada, dall’altra quello, eventuale, delle immagini.Restava così una gara sospesa, divisa tra ciò che si è visto e ciò che ancora deve essere chiarito. Decisa sull’asfalto, ma non ancora definitivamente chiusa, almeno per due ore, ma alla fine, svanisce l’incubo della falsa partenza e il trionfo è giallorosso.

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