Qualcosa si muove. I partiti sono al lavoro per elaborare strategie, programmi, ma soprattutto per trovare la quadra sul nome del possibile candidato che l’8 e il 9 giugno tenterà di conquistare lo scranno più alto di Palazzo San Giorgio. Lo scacchiere delle alleanze è ancora in divenire, e al momento, l’unico schieramento ad aver scoperto le carte è quello lanciato dal consigliere regionale di Costruire democrazia, Massimo Romano. Il ‘suo’ Cantiere civico per Campobasso ha già lanciato un candidato sindaco, l’avvocato Pino Ruta, e illustrato in una conferenza stampa parte dei punti cardine del programma per rilanciare il capoluogo. Sulle primarie i civici sono stati categorici: è una prerogativa solo del Pd, dunque l’ipotesi di una campo largo non sembra percorribile. Dall’altro lato i dem, impegnati proprio nei giorni scorsi nell’assemblea del partito, non si sbilanciano: si è chiaramente ragionato sulle amministrative ma le bocche restano rigorosamente cucite sia sui nomi sia sulle alleanze. L’interlocutore ‘naturale’ è rappresentato dai 5 Stelle, almeno sulla carta. Peccato che fonti vicine al Movimento di Campobasso non diano per certa la strada del campo largo, essenzialmente per due ragioni. Innanzitutto l’esperimento delle Regionali si è dimostrato fallimentare, in secondo luogo gli amministratori uscenti – il sindaco Paola Felice e l’assessore Simone Cretella su tutti – pare stiano ‘spingendo’ per una corsa in solitaria. Qualche risposta potrebbe arrivare il prossimo 2 febbraio, giorno in cui è stata fissata l’assemblea del gruppo 5 Stelle di Campobasso.
La spaccatura tra dem e pentastellati potrebbe ‘avvantaggiare’ il centrodestra che, presentandosi unito agli elettori, avrebbe maggiori possibilità di vittoria. Sabato la coalizione proverà a gettare le basi per il programma ma soprattutto per un candidato unitario. Il coordinatore di Fratelli d’Italia, Filoteo Di Sandro, ha infatti convocato per sabato mattina la riunione dei partiti della coalizione per definire le strategie da mettere in campo per le comunali di Campobasso e Termoli. Attorno al tavolo tutti i coordinatori e anche la delegazione parlamentare. Stando ai rumors la casella del capoluogo spetterebbe a Fratelli d’Italia, mentre quella della cittadina adriatica al presidente della Regione Roberti, dunque a Forza Italia. Ma a Campobasso la ‘partita’ è più ostica: i Popolari per l’Italia non intendo rivestire un ruolo marginale nella partita, così come la Lega. Salvatore Colagiovanni e Alberto Tramontano non hanno mai nascosto l’intenzione di voler scendere in campo per guidare la coalizione, bollando come ‘indigesti’ i diktat romani sulla scelta del candidato sindaco. Insomma, il puzzle è tutt’altro che completo.

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