I segretari regionali delle sigle sindacali di Fp Cgil, Fp Cisl, Cisl Fns e Uil Pa tornano a farsi sentire sulla situazione del carcere di Ponte San Leonardo ad Isernia e lo fanno in una nota congiunta.

“Dei tre istituti penitenziari esistenti in regione – scrivono – in termini di capienza quello pentro è quello che può ospitare meno detenuti, ma, pur facendo registrare una presenza di 54 detenuti al 27 maggio 2014, la Direzione dell’Istituto deve garantire, rispetto alla gestione dei detenuti, tutte le previsioni della normativa di settore (ordinamento penitenziario) alla stessa stregua di un Istituto con capienza maggiore”.

“Le piante organiche non sono comunque attuali – denunciano i sindacati – perché non rispondono ad una adeguata rilevazione dei carichi di lavoro degli operatori dei due comparti (sicurezza e ministeri) che molto spesso non sono contestualizzati alla normativa sia nazionale che comunitaria. Ciò significa che il complesso dei diritti e dei doveri del personale previsto nei contratti diventa poco compatibile con l’obbligo di garantire i compiti istituzionali (esecuzione misure privative della libertà personale, ordine e sicurezza degli istituti, osservazione e trattamento, traduzioni e piantonamenti dei detenuti)”.

“Per rilanciare l’Istituto di Isernia – spiegano dalle sigle sindacali – potrebbe essere importante l’opportunità di utilizzo di un repartino composto da quattro celle che potrebbe ospitare, anche secondo il progetto dei circuiti regionali predisposto dal Prap di Pescara, almeno otto detenuti affetti da patologie psichiatriche e ciò potrebbe costituire il polo regionale in tal senso, alla stessa maniera in cui gli istituti di Teramo e Pescara costituiscono analogo riferimento per la Regione Abruzzo. Inoltre, non potrà procedersi all’apertura del repartino se prima non sarà prevista l’assegnazione di personale di polizia penitenziaria da destinare alla sorveglianza. Parallelamente dovrà essere previsto il potenziamento del personale dell’area pedagogica e l’aumento delle ore destinate agli esperti”.

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