L’inserto economico del Corriere della Sera ha dedicato una pagina intera alla Ittierre riportando le dichiarazioni di Antonio Rosati, a capo della holding che sta per rilevare lo stabilimento tessile di Pettoranello.
Il vicepresidente del Genoa Calcio, in un’intervista concessa alla giornalista Maria Silvia Sacchi, ha annunciato che la new-co partirà con 50 dipendenti per giungere a cento unità lavorative nel volgere di un breve lasso di tempo con la prospettiva di incrementare ulteriormente l’organico.
“Abbiamo una forte volontà sull’indotto – ha proseguito Rosati – ed in tal senso sono già state intavolate alcune trattative. Vorremmo realizzare una sorta di filiera a chilometri zero per ottimizzare gli spazi esistenti all’interno del sito”.
Quanto al magazzino, stimato in 18 milioni di euro da una perizia realizzata per conto del cda di Ittierre, la Hdc si impegna a svuotarlo completamente o comunque a pagarlo per intero alla procedura:
“Il magazzino è una componente importante anche come garanzia ai creditori – ha proseguito – ed è questo il motivo per il quale ci siamo mossi tempestivamente”.
Dunque la holding è disposta ad investire complessivamente 22 milioni di euro tra acquisto dell’azienda, assorbimento del magazzino ed investimento sulle produzioni.
Rosati al Corriere ha annunciato che si occuperà in prima persona della Ittierre coadiuvato dal suo braccio destro Agostino Falco.
Se il collegio dei creditori ed il tribunale di Isernia dovessero accettare la proposta della Hdc, l’ex patron Antonio Bianchi si occuperà della parte commerciale:
“Senza entrare nel merito della precedente gestione – ha concluso Rosati – ritengo che la sua presenza sia fondamentale per non disperdere il patrimonio d’esperienza accumulato negli anni”.
Intanto Antonio Arcaro, il manager venafrano a capo della Rifle che ha affiancato Camillo Colella nella scalata a Ittierre, ha annunciato che il progetto di costruire un polo della moda in Molise andrà avanti a Monteroduni, nella ex Gtr, a prescindere dalla decisioni del giudice Vassallo: “Disponiamo infatti – ha spiegato Arcaro – d’uno stabilimento moderno e funzionale in cui far ripartire sin da subito la produzione”.
Per quel che concerne le altre offerte, la Compagnia Mercantile, che pure aveva avanzato in tribunale una richiesta di fitto di ramo d’azienda, non ha integrato la documentazione richiesta dal giudice, facendo di fatto cadere la proposta mentre Ikf resta alla finestra: “Attendiamo il 30 marzo alle ore 18 allorquando il tribunale di Isernia dovrebbe pronunciarsi definitivamente sull’omologa del concordato” ha spiegato l’amministratore delegato della investing company Andrea Maria Gritti.

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.