La reazione arriva subito. «Sono allibito e dispiaciuto, tutti i sindaci del Molise hanno il mio numero e se quando mi chiamano se non riesco a rispondere li richiamo. Dietro questa lettera c’è altro, una strumentalizzazione indegna in tempo di pandemia».
Donato Toma ha convocato i primi cittadini del Molise per sabato mattina in videoconferenze. «Dirò loro cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo. E poi voglio capire qual è il problema». Il presidente della Regione respinge quindi le accuse, quelle in chiaro e quelle velate, contenute nel documento che arriva da una novantina di sindaci.
Come altre volte è già accaduto, mancano le firme dei sindaci di Venafro, Isernia e Termoli. Come altre volte, a Toma alcuni degli amministratori indicati in calce hanno smentito di aver firmato e condiviso quella nota. E lui non nasconde che sta pensando di far chiarire questa vicenda da chi di dovere: «Farò una denuncia per firme false», dice poco prima della seconda ribalta nazionale del Molise in pochi giorni: il programma di Giordano su Rete 4 ‘Fuori dal coro’.
Toma poi elenca l’attività di questi mesi, da marzo in poi: «Abbiamo svolto 76 riunioni dell’unità di crisi, a cui partecipa il presidente dell’Anci che rappresenta tutti i Comuni e che mi ha detto che alla fine della riunione ogni volta informa con messaggi e videochat i colleghi su quello di cui si è dibattuto. I sindaci, poi, ogni sera ricevono da me, quando l’Asrem ci manda i dati, i nomi dei contagi con il luogo di residenza. Naturalmente con una mail riservata, cui si accede con password.
Quando mi chiamano rispondo o richiamo o richiama la mia segreteria. È successo con tutti i sindaci del Molise, anche con la prima firmataria di questa lettera (Sabrina Lallitto di Casacalenda, ndr). Per dire che c’è trasparenza, informazione, c’è tutto. Allora, forse, dietro quella lettera c’è altro». E lo dice chiaramente che a suo parere la nota degli amministratori è frutto di una strumentalizzazione politica: «È tutto strumentale quello che c’è nella nota. L’ospedale da campo è stato richiesto per precauzione, abbiamo dato all’Asrem altri 11 operatori per il tracciamento. In sinergia coi commissari stiamo coinvolgendo le case di cura private per liberare posti in Medicina a Campobasso e allestire altri con assistenza Covid. E mentre facciamo questo, la strumentalizzazione politica. Sono allibito e dispiaciuto perché lavoriamo senza tregua, giorno e notte!».
Non gli sfugge che al 118 sono arrivati 14 certificati medici per malattia. Non riesce a non vederlo come un altro piede sull’acceleratore della messa in difficoltà del sistema. Come non può sfuggirgli che la gestione dell’azienda sanitaria è nelle ultime settimane chiaramente nel mirino. Ma naturalmente sono cose – quelle relative ai certificati medici – che per essere affermate vanno accertate. Quindi il presidente si limita a chiedere: È normale avere tutto questo durante una pandemia? Una cosa indegna».

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