Bocciato il piano operativo 2019-2021 nella parte in cui non prevede «idonee misure organizzative ed operative finalizzate a fronteggiare, secondo criteri di efficacia e tempestività, il verificarsi di episodi, potenzialmente letali, di ictus emorragico».
Ribaltando il verdetto del Tar, la terza sezione del Consiglio di Stato accoglie l’istanza cautelare del Comune di Campobasso sostenendo, allo stesso tempo, che può essere soddisfatta sollecitando la struttura commissariale a disegnare adeguatamente la rete ictus nel programma 2022-2024. Che l’Avvocatura dello Stato, costituita in giudizio per il commissario Toma, ha dichiarato essere in corso di predisposizione.
Quel che viene fuori a margine del pronunciamento annunciato ieri mattina dal sindaco di Campobasso, in apertura dei lavori del convegno organizzato dall’Osservartorio Salutequità, è una realtà allarmante: il Molise non ha accordi di confine con Campania e Puglia, per la centralizzazione degli ictus al Rummo di Benevento e agli Ospedali Riuniti di Foggia (pur previsti dal piano adottato dal commissario Toma a settembre scorso) né ha rinnovato il protocollo con il Neuromed. La gestione dei casi è affidata alle linee guida, alle evidenze scientifiche e al buon senso dei medici. Ma la programmazione regionale, al momento, è completamente assente.
È questo il rilievo del ricorso del Comune di Campobasso, curato dagli avvocati Margherita Zezza, Massimo Romano e Pino Ruta, accolto e accertato dai giudici di Palazzo Spada. Dal canto suo la struttura commissariale ha fatto presente che il piano di cui è stata chiesta la sospensione è già scaduto. Chiamato in causa dal Comune capoluogo perché non è più punto di riferimento della rete dell’ictus – come era invece nel precedente piano operativo straordinario15-18 – e non ha visto diminuirsi però budget e posti letto, il Neuromed ha rappresentato di essere stato depotenziato. Ad ogni modo, la scelta programmatoria – stando al piano operativo 19-21 redatto da Giustini e adottato da Toma – è che nella rete ictus il Neuromed non c’è. Questo c’è scritto nel documento, come riportato quando fu adottato su queste colonne. E questo ha accertato la giustizia amministrativa di secondo grado. Non c’è l’Irccs di Pozzilli e non ci sono accordi firmati con altri ospedali. A questo vulnus dovrà porre rimedio il nuovo piano.
«Il risultato portato a casa è fondamentale: viene riconosciuta quella legittimazione al Comune che il commissario ci aveva negato – sottolinea il sindaco Roberto Gravina – e viene detto esplicitamente che abbiamo ragione nel merito, per cui, nella prossima programmazione sanitaria regionale, tutto ciò andrà tenuto in debito conto, nell’ottica di garantire la giusta e doverosa assistenza sanitaria agli utenti del nostro servizio sanitario».
«Una vittoria di Pirro – ribatte il il presidente Toma – e mi domando perché spendere soldi pubblici per questo risultato, per sapere quello che ho già detto da mesi. Non è stato sospeso nulla e io ho sempre ribadito che la vera programmazione, quella che io realizzerò, è quella sul triennio 2022-2024».

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