Alla domanda che in tanti, mentalmente o di fatto, gli fanno risponde di no. Non ha pensato di dimettersi, magari da vicepresidente della Regione se non da assessore all’Agricoltura. Indagato per truffa nei confronti dello Stato e della Regione Molise, Vittorino Facciolla non ci ha pensato. Se dietro le denunce che hanno originato l’inchiesta non ci fosse un intento politico, spiega, allora sarebbe prioritaria da parte sua la tutela delle istituzioni. «Non ci ho mai pensato esclusivamente perché le denunce arrivano dal primo dei non eletti della mia lista, il primo interessato alla mia caduta politica».

Arriva in Consiglio per la seduta, quando entra in Aula né attacchi né pacche sulla spalla. Un giorno come un altro. Ma poche ore prima la Guardia di Finanza era stata in Comune a San Martino in Pensilis a prelevare i documenti originali che riguardano i progetti edilizi unitari, quelli della ricostruzione post sisma, in cui sono inseriti gli immobili che Facciolla ha acquistato beneficiando di fondi per eseguire i lavori che in totale ammontano a 155mila euro. Soldi che vanno alla ditta. Ma quanti sono i proprietari di case lesionate dal terremoto del 2002 che non hanno ricevuto né riceveranno un euro per ricostruire? Purtroppo sono tanti.

Un giorno come tanti, questo, perché l’ufficialità dell’inchiesta non supera, forse non eguaglia neanche, il colpo del servizio de Le Iene. In Molise c’è un doppio binario per ricostruire, è il messaggio arrivato a milioni di persone: quello su cui viaggiano i politici va dritto e veloce, quello dei comuni mortali è un binario morto.

Dunque, Facciolla non ha pensato di dimettersi dalla giunta. A denunciare presunte illegittimità nel percorso seguito – acquisto di tre vani lesionati dal sisma e accesso al contributo per la ricostruzione attraverso una sanatoria successiva all’acquisto – è stato Oreste Campopiano: primo dei non eletti di Unione per il Molise che poteva vantare un accordo pre-elettorale – «non con me», ha chiarito Facciolla – secondo cui, diventato assessore, Facciolla avrebbe lasciato lo scranno da consigliere. Questo per l’assessore rende chiara la matrice politica di questa nuova graticola che gli è costata la seconda figuraccia a livello nazionale. Campopiano, aggiunge, «ha palesato le sue evidenti intenzioni quando, a margine di tutte le denunce inviate prima che a ogni altro alla stampa, ha inviato al governatore Frattura una missiva dal contenuto ‘implorativo’. Quella in cui in sostanza gli ha chiesto: ti prego, dimettilo…».

Quanto all’indagine, ripete di sentirsi tranquillo. «Non ho nessuna preoccupazione rispetto alle condotte che ho avuto». E ribadisce «la mia assoluta disponibilità ad essere sentito nelle forme che il magistrato riterrà: con l’avvocato, senza l’avvocato, facendo spontanee dichiarazioni, spiegando ogni minimo dettaglio, la correttezza e la coerenza comportamentale e il rispetto delle norme prima di ogni cosa, mia personale e del Comune che ho avuto l’onore di rappresentare».

La fase è ancora iniziale, dagli esposti (alla Corte dei conti e poi alla procura penale) sono trascorsi tre mesi e mezzo. Da avvocato, Facciolla ritiene che l’acquisizione degli atti da parte della Finanza attraverso il sequestro degli originali «ponga in essere un’assoluta garanzia nei confronti degli indagati». Non ha paura? «Per nulla e su questa vicenda mai ne avrò. Ho operato nell’assoluta correttezza, anzi dico di più e l’ho già detto in conferenza stampa: all’esito delle acquisizioni e di quelle ulteriori che saranno fatte da me e dai miei difensori si dimostrerà che la pretestuosità (di chi ha denunciato, ndr) era un eufemismo».

Il legale di Termoli sostiene che lui – prima sindaco di San Martino e ora assessore regionale – è stato agevolato nell’accesso ai fondi post sisma. «Ma chi lo ha denunciato lo dovrà dimostrare tramite la procura. Lasciamo che lavori serenamente la magistratura. Io sono assolutamente tranquillo proprio perché è intervenuta la magistratura, perché chi ha riferito cose parziali prima o poi se ne assumerà le responsabilità». Dice di essere consapevole che per lui è il momento di fare l’incudine anche se per natura è martello. Incudine ma non diventa buono o buonista. Infatti rilancia provocando: «Arriverà per me il giudizio della magistratura, e non mi preoccupa, ma arriveranno anche per gli altri le conseguenze, ove ce ne dovessero essere, della parziale, inesatta e frammentaria ricostruzione degli episodi».

3 Commenti

  1. Mara I scrive:

    “Dove la corruzione soffoca la grandezza, uno Stato e’ destinato a perdersi”. (Sallustio, La congiura di Catilina).

  2. Elisabetta scrive:

    Ma sa che cosa significa la parola Dignità, signor Facciolla??

  3. Donato Paolone scrive:

    Non c’è bisogno che si giustifichi, assessore. Ormai la misura è colma e la gente non è scema. C’è da augurarsi che questa continua offesa nei confronti dei molisani abbia termine con la fine dell’istituzione della regione.

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