Quattro giovani su dieci sceglierebbero di lavorare nell’artigianato. È il dato del rapporto Censis “Radar Artigiano” che il presidente Romolo D’Orazio ha scelto per il take home message dell’evento “Match Point Molise: Le PMI molisane tra identità territoriale e valore nazionale del Made in Italy”, organizzato da Confartigianato Imprese Molise con il patrocinio dell’Università degli Studi del Molise e che è stato inserito ufficialmente nel calendario della Giornata nazionale del Made in Italy promossa dal Mimit.
Due giorni di confronto, idee, approfondimenti. Di rodaggio di una squadra, soprattutto, ha aggiunto D’Orazio: Confartigianato, ateneo, enti della formazione, imprese, sindacati. «Da qui dobbiamo partire – ancora le parole di D’Orazio – per dare ai giovani la scelta se lasciare il Molise, perché nelle condizioni in cui siamo invece sono obbligati ad andarsene».
La ricerca del Censis, presentata dal direttore Massimiliano Valerii, esplora le caratteristiche del lavoro artigiano e il suo valore per le nuove generazioni. L’indagine, che ha coinvolto 500 imprese, evidenzia come l’artigianato risponda alle attese dei giovani, offrendo un modello di lavoro che combina tradizione, creatività e autonomia. Le imprese artigiane sono considerate fondamentali per il benessere sociale e economico, contribuendo alla coesione e all’inclusione.
Ampio spazio anche al confronto sul mismatch, il mancato incontro fra domanda e offerta. In Molise, in base ai dati illustrati dalla prof Unimol Francesca Di Virgilio, il 67% delle Pmi non trova personale: nell’edilizia la difficoltà di reperimento è al 71%, nell’automotive e nella meccanica al 68% e nell’alimentare al 54. Il 60%, in questo caso il dato riguarda tutta Italia, degli studenti sceglie i licei, in dieci anni le iscrizioni ai percorsi professionali sono scese del 18% e la disoccupazione giovanile è al 20,1% (in Germania, per un paragone in ambito europeo) è al 6,6%. Solo il 7,2% segue percorsi di upskilling (la media Ue è del 12%).
Insieme, Confartigianato e Unimol, hanno elaborato un piano in cinque punti per colmare entro il 2030 il gap di competenze: orientamento precoce, potenziamento dell’Its Academy, rilancio dell’apprendistato duale, upskilling digitale e green, nuova legge quadro.
AI, intelligenza artificiale, cambierà il settore, che però risponde con IA, intelligenza artigianale. Un lavoro che è creatività. Nasceranno nuove figure, anche ibride, e il trasferimento di competenze sarà sempre più giocoforza bidirezionale, ha evidenziato il giornalista del Riformista Aldo Torchiaro che ha moderato i lavori: ai giovani gli “esperti” delle imprese chiedono come utilizzare le nuove tecnologie. Ma AI non sostituirà mai l’artigiano, chiamato a svolgere un ruolo ancora più centrale strategico in un Paese, e in una regione, che invecchia e perde inesorabilmente abitanti. ritai























