L’intervento di consolidamento e mitigazione del rischio a Petacciato non sconterà altri ritardi. Il presidente della Regione Francesco Roberti, a margine del punto stampa in Prefettura, sottolinea che i lavori prenderanno il via a breve perché della necessaria revisione del progetto esecutivo, dopo la riattivazione della frana, sarà a carico dell’impresa che se li aggiudicherà.
Però Petacciato è un caso classico della «stratificazione» di competente e poteri che, insieme ad altri difetti italici, ostacola una efficace politica di prevenzione del dissesto. Quella stratificazione che la Commissione parlamentare d’inchiesta, istituita per la prima volta in questa legislatura, si prefigge di eliminare.
Tre le tappe nell’agenda dei vertici dell’organismo, ieri in Molise: Petacciato, appunto, Civitacampomarano e Salcito. Quella di Petacciato, ha evidenziato al Palazzo del Governo di Campobasso Bicchielli, è una delle 680mila frane censite che rendono fragilissimo il Bel Paese.
«È un tema diffuso che riguarda tutto il Paese. Il 95% dei Comuni italiani è a rischio idrogeologico, poi questa zona è anche a rischio sismico e c’è un problema di erosione costiera. Quella di Petacciato è una frana conosciuta – ha proseguito Bicchielli – Dal 1906 ci sono stati almeno 15 movimenti importanti. C’è un monitoraggio costante. Il Governo ha stanziato delle risorse, sicuramente ce ne saranno altre. La Protezione civile è una delle migliori al mondo, ma l’emergenza è una logica che dobbiamo superare. La Banca d’Italia ci dice che ogni euro speso in prevenzione fa risparmiare fra i sette e i dieci euro in emergenza. E vogliamo anche capire come mai, quando vengono stanziate risorse, queste non vengono spese».
La Commissione sul dissesto è al lavoro da poco più di un anno. Niscemi, Silvi, Bucchianico, Petacciato, Civitacampomarano sono solo alcune delle situazioni analizzate. Ma le parole chiave della proposta di legge quadro che chiuderà il lavoro dell’organismo sono emerse con facilità e immediatezza: servono semplificazione, poteri operativi a chi sta sui territori (presidenti commissari e sindaci), risorse certe e tempi entro cui spenderle bene. «L’obiettivo di fondo è un cambio di paradigma. Quando un sindaco realizza un’opera che non si vede, che non si inaugura con il taglio del nastro, dobbiamo sempre tenere a mente che quella è un’opera di valore». Ha concluso il suo intervento nel punto stampa in Prefettura Bicchielli, assicurando vicinanza e sostegno concreto al governatore, agli amministratori locali e ai parlamentari molisani.
Al briefing nel capoluogo, i vertici della Commissione sono arrivati dopo i sopralluoghi a Petacciato e Civitacampomarano dove hanno incontrato, fra gli altri, i sindaci Antonio Di Pardo e Paolo Manuele (alla tappa al Coc di Civita ha preso parte anche la deputata Elisabetta Lancellotta che ha poi proseguito per Campobasso) e sono stati ricevuti dal prefetto Michela Lattarulo.
I numeri del post maltempo delle scorse settimane li ha forniti il governatore (con lui all’incontro c’era anche il dirigente della Protezione civile regionale Gaspare Tocci), più che altro la dimensione dei danni e di quanto pesi il dissesto in regione. Decine le frane che bloccano la viabilità anche nelle aree interne, che isolano attività produttive, conseguenze degli smottamenti che mettono a rischio l’avvio della stagione estiva a ridosso delle spiagge per quanto riguarda la costa. Evidente che i fondi fin qui stanziati (20 milioni, ndr) bastino solo per i primissimi interventi di ripristino e aiuto alla popolazione, ha sottolineato Roberti che da una settimana è anche commissario delegato allo stato d’emergenza.
«Una situazione molto grave che richiede risorse finanziarie appropriate non solo quando si è sotto i riflettori – il ragionamento del vice presidente della Commissione D’Alfonso – È uno degli obiettivi del nostro organismo fissare questo principio» come lo sono «semplificazioni normative e poteri adeguati, risorse anche umane e professionali per il monitoraggio da parte dei centri di competenza». Da un lato, dunque, ridurre drasticamente il numero degli enti che devono intervenire su uno stesso dossier, dall’altro stanziamenti cospicui per «rimuovere le cause della fragilità del territorio». D’Alfonso ha sottolineato il buon lavoro compiuto da Autostrade nel rimettere in sicurezza e in pristino l’A14 in pochi giorni. Ma, ha concluso, più ancora di tutto vale la manutenzione. Interventi infrastrutturali che «non si inaugurano con salatini e aperitivi» ma nel curriculum di un amministratore valgono (dovrebbero valere) infinitamente di più.
r.i.






















