Un Consiglio comunale straordinario per ricordare la figura di Giulio Rivera. Il 24enne agente di polizia molisano originario del centro bassomolisano ucciso a Roma dalle Brigate Rosse in via Fani il 16 marzo del 1978 durante il sequestro del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. A quarant’anni da quel tragico evento Guglionesi non ha dimenticato quella strage e la caduta di un suo figlio che tutti hanno voluto ricordare ancora una volta. L’evento è slittato di qualche giorno in quanto i familiari di Giulio Rivera il 16 marzo scorso erano a Roma per una manifestazione che si è tenuta proprio all’angolo tra via Fani e via Stresa. Ieri però in municipio erano tutti presenti. Il fratello Angelo, la moglie, i nipoti Ignazio agente di polizia come lo zio ed il fratello Giulio che porta il suo stesso nome e che nacque solamente due giorni dopo la strage di via Fani. Nonostante siano passati tanti anni la commozione è sempre la stessa, è come se fosse la prima volta ogni volta in quanto è difficile dimenticare quanto accaduto. «Non abbiamo voluto una semplice commemorazione – ha detto il sindaco Bartolomeo Antonacci nel suo intervento – ma abbiamo voluto ricordare un nostro concittadino ucciso durante lo svolgimento del suo lavoro per lo Stato. Ricordo ancora quel giorno, ero studente e tornando a casa trovai i miei familiari incollati alla televisione che assistevano ai telegiornali che rimandavano la notizia dell’uccisione di Giulio Rivera e della strage di via Fani. Il 16 marzo del ’78 è una data che difficilmente dimenticheremo. Il quarantennale ricorda ancora di più questa drammatica ricorrenza per la collettività di Guglionesi. Mai dimenticheremo quel che è accaduto con la morte di un figlio di questo territorio ed il suo sacrificio che dovrà essere tramandato alle nuove generazioni in quanto questi episodi non accadano mai più». Presenti tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine ed il questore Mario Caggeggi, a quarant’anni di distanza il fratello di Giulio Rivera, Angelo, ricorda ancora come se fosse ieri come apprese della strage di via Fani e della morte del fratello. «E’ difficile anche oggi, mi ricordo quando stava con noi. Poi è partito per fare il militare ed è entrato in polizia. Quel giorno mentre stavo lavorando arrivò la notizia della strage di via Fani con la morte di tutta la scorta e del sequestro di Aldo Moro. Pensavo però che mio fratello quel giorno non lavorasse perché di riposo. Poi invece purtroppo sono tornato a casa, ho acceso la radio ed ho appreso la notizia della morte di Giulio. Questa ricorrenza la affrontiamo con dolore perché c’è stata la perdita di mio fratello. Però siamo anche contenti per tutti gli attestati di stima che sono arrivati. Anche alla manifestazione di Roma è stato molto emozionante, una bella giornata all’insegna del ricordo». Dopo il consiglio comunale tutti si sono spostati al cimitero del paese. Un lungo corteo formato dall’amministrazione comunale, le forze dell’ordine, la famiglia di Giulio Rivera, i nipotini, gli amici, tutte le associazioni che lo hanno voluto ricordare e gli alunni delle scuole. Proprio a loro si è rivolto il questore di Campobasso Mario Caggeggi. «Se in televisione vedete un terrorista intervistato, spegnetela subito». Un messaggio inequivocabile anche a seguito di alcune interviste a pentiti che sono andate in onda proprio in questi giorni. «E’ un messaggio di valori quello odierno. Una persona che si è immolata a 24 anni per difendere i suoi valori e quelli dello Stato. Ci tramanda una democrazia, tutti coloro che sono morti davanti alle armi dei terroristi hanno fatto in modo di farci godere di questa democrazia. Questi valori si possono tramandare solamente rievocando questi fatti, ricordando coloro che come Giulio Rivera non si sono tirati indietro davanti a nulla per difendere le istituzioni».

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