Un’aula gremita, trenta consiglieri presenti e un clima carico di emozione e partecipazione hanno segnato il Consiglio comunale straordinario convocato a Campobasso in occasione della festività di San Giorgio, patrono della città. Un appuntamento istituzionale che si è trasformato in un momento di forte coesione civica, capace di unire istituzioni, cittadini e nuove generazioni nel segno della tradizione.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Varra, che ha sottolineato il valore simbolico della giornata: «Ci raccogliamo intorno alla figura di San Giorgio martire, simbolo della difesa del bene comune». Il riferimento allo Statuto comunale, in particolare all’articolo 2-bis, ha ribadito l’importanza di valorizzare le radici identitarie della città, custodite nella figura del patrono e nella memoria collettiva. Un ringraziamento è stato rivolto ai consiglieri per la partecipazione e per la donazione destinata al restauro della campana della chiesa di San Giorgio, così come all’Antica Fonderia Marinelli di Agnone e ai dipendenti comunali in quiescenza, protagonisti della cerimonia di riconoscimento.
La sindaca Marialuisa Forte ha evidenziato il significato profondo della ricorrenza: «San Giorgio è occasione per riscoprirci comunità, per guardare al futuro attraverso la tradizione». Dopo anni in cui la giornata era stata vissuta in tono minore, l’amministrazione ha scelto di rilanciarla con una settimana di eventi, coinvolgendo quartieri, famiglie e soprattutto i giovani. «La città vive davvero quando le persone si incontrano», ha affermato, ricordando anche il legame con le celebrazioni del Corpus Domini e il valore della partecipazione popolare.
Tra gli interventi più significativi, quello del capogruppo di Forza Italia, Domenico Esposito, promotore dell’iniziativa. «Campobasso festeggia finalmente con onore il suo patrono», ha dichiarato, annunciando due gesti simbolici: la donazione della campanella realizzata dalla Pontificia Fonderia Marinelli, destinata a risuonare per la prima volta in aula, e la devoluzione del gettone di presenza dei consiglieri per il restauro della campana della chiesa. Un segnale concreto di attenzione verso il patrimonio cittadino.
Nel corso della seduta è stato inoltre consegnato il Premio “Città di Campobasso 2026” al dottor Ermanno Dell’Omo, luminare dell’oculistica, nato nel 1942 e protagonista di una lunga carriera tra ricerca, clinica e insegnamento. La commissione Cultura guidata da Giovanna Viola ha assegnato il riconoscimento all’unanimità, motivandolo non solo per l’eccellenza professionale ma anche per le qualità umane emerse dalle testimonianze dei pazienti che, in una nota letta in aula da Esposito, ne hanno lodato «umanità, dedizione e capacità di ascolto».
Visibilmente commosso e con infinita umiltà, Dell’Omo ha ringraziato la città e la propria famiglia: «Non credo di meritare tutto questo, ma porto con me il ricordo di tutti i malati che ho assistito». Ha poi espresso un augurio di pace e crescita per la comunità, sottolineando come il riconoscimento rappresenti un segno che «viene dall’alto».
Parole di stima sono giunte da numerosi rappresentanti istituzionali e religiosi, in primis dal vescovo Biagio Colaianni, dal senatore Costanzo Della Porta e dal presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante, che hanno evidenziato come la figura del medico incarni i valori di San Giorgio: servizio, fede e attenzione verso i più deboli. «La grandezza si riconosce nella capacità di mettersi a disposizione degli altri», è stato ricordato citando un passo del Vangelo.
Spazio anche ai giovani, con il coinvolgimento del Consiglio comunale dei ragazzi, protagonista dell’organizzazione di iniziative come la caccia al tesoro che ieri mattina ha animato la città. «Se non trasmettiamo il senso di appartenenza, non c’è futuro», ha sottolineato Esposito, rimarcando il ruolo fondamentale delle nuove generazioni.
Momento particolarmente toccante è stato il riconoscimento ai dipendenti comunali andati in pensione, accolti con un lungo applauso: un segno di gratitudine verso chi ha dedicato anni di servizio alla città.
A ricevere il riconoscimento Giuseppe Antoniani, operatore dei servizi tecnico manutentivi, Paola Di Gregorio, funzionario farmacista, il dirigente Vincenzo Rosario De Marco, Giovanni Di Maio, agente di Polizia locale, Mariacarmela Antonietta Di Stefano, funzionario farmacista, Michele Santoro, operatore esperto servizi amministrativi, Rita Caterina, istruttore amministrativo, Teresa Pedata, operatore esperto servizi amministrativi ed Emanuele Pettinicchi, operatore esperto servizi tecnico manutentivi. L’aula ha ricordato anche Adamo D’Aversa, dipendente del Comune in qualità di operatore esperto conduttore di scuolabus, scomparso lo scorso anno.
La seduta si è conclusa con il primo rintocco simbolico della campana e con l’inno eseguito dalla corale Sant’Onofrio diretto da Columbro.
A seguire, consiglieri e cittadini si sono recati nella chiesa di San Giorgio per la celebrazione eucaristica e la consueta processione con la statua del santo, suggellando una giornata che segna, per Campobasso, un rinnovato senso di comunità e appartenenza.
Ad animare la giornata di ieri anche lo show-cooking dello chef, youtuber e conduttore televisivo Max Mariola in piazza, nell’ambito dell’iniziativa promossa da Eat (Enogastronomia, Arte e Turismo) insieme alla Camera di Commercio.
Dopo le celebrazioni religiose, la festa dedicata al santo patrono è proseguita in centro. Palazzo San Giorgio si è trasformato in un palco d’eccezione nell’ambito di “Finestre armoniche”, evento musicale di grande suggestione diretto dal maestro Simone Sala che ha visto la partecipazione di Tony Esposito, della B.B. Orkestra e di Simona Boo seguito, alle 23, da un dj set dal balcone del Palazzo di Città.
Campobasso si riappropria dunque della festa del suo amato patrono in un tripudio di fede, emozione e tradizione. sl






















