Una seduta lunga, densa di interventi e soprattutto determinante per scongiurare il commissariamento e assicurare la prosecuzione dell’attività amministrativa: il Consiglio comunale riunitosi ieri mattina ha approvato il rendiconto di gestione 2025, tra richieste di chiarimento e un confronto serrato su priorità e prospettive future.
In apertura, l’aula ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria dell’ex consigliere comunale Duccio Albino, scomparso recentemente.
Cuore della seduta, la variazione al bilancio di previsione finanziaria illustrata dall’assessore al Bilancio Pina Panichella. «L’esercizio si è chiuso in equilibrio – si legge nella nota -, con un risultato di amministrazione di 56.681.848,89 euro e un avanzo libero di 1.495.104,90 euro a tutela della stabilità futura dell’ente. Il debito residuo scende a 7.770.888,33 euro (-687.278,35 rispetto al 2024), con un’incidenza degli oneri di ammortamento sulle entrate correnti dello 0,59%. Nel 2025 non è stato contratto nuovo debito. Le entrate tributarie hanno rispettato le previsioni senza aumenti di aliquote: l’Imu ha garantito 10.016.805,62 euro, la Tari ha coperto integralmente i costi del servizio rifiuti. L’autonomia finanziaria dell’ente si attesta al 56,12%.
Sul fronte investimenti, proseguono i cantieri finanziati anche con fondi Pnrr: il Comune gestisce circa 40 progetti per oltre 45 milioni di euro, tra cui il programma di rigenerazione urbana nel quartiere San Giovanni, il nuovo polo scolastico Montini e il Mercato Coperto. Tra le opere concluse nel 2025, la riapertura della Villa de Capoa e il restyling dello stadio comunale».
Nella stessa seduta, il Consiglio ha approvato all’unanimità una variazione di bilancio d’urgenza per il recepimento degli aumenti contrattuali del personale dipendente.
«Chiudiamo un anno difficile con i conti in ordine, senza aver chiesto un euro in più ai cittadini e senza aver tagliato un solo servizio», ha aggiunto l’assessore. «Questo risultato non viene dalla contabilità: viene da scelte politiche precise. Abbiamo difeso la spesa sociale, accelerato gli investimenti e ridotto il debito. Ora il 2026 è l’anno in cui quei cantieri diventano opere e quelle scelte producono frutti visibili per tutta la città».
Dai banchi dell’opposizione sono arrivate critiche puntuali. Ruta ha sollevato dubbi sulla trasparenza di alcune voci di spesa, citando affidamenti diretti e fondi non dettagliati.
Pilone ha specificato che il risultato di amministrazione registra una diminuzione rispetto al 2024, passando da 58 a 56 milioni di euro, gran parte dei quali vincolati. L’avanzo realmente disponibile si riduce così a circa 1,4 milioni di euro, segnale – ha osservato – di «meno risorse nel salvadanaio».
Il consigliere ha inoltre criticato il ricorso frequente alle variazioni di bilancio senza però il coinvolgimento dell’assise: «Ben 82 nel corso del 2025, di cui solo tre approvate dal Consiglio comunale». Ha poi sottolineato uno squilibrio tra somme accertate e riscosse, in particolare per quanto riguarda le contravvenzioni: «A fronte di un aumento delle sanzioni del 30%, la riscossione è diminuita, passando da 10 a 8 milioni di euro».
Tra gli altri punti sollevati, anche la presenza di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze e le criticità legate alle società partecipate. Pilone ha parlato di circa un milione di euro assegnato in due anni alla Sea e impiegato per lo sgombero neve in assenza, tuttavia, di precipitazioni consistenti: «Non è caduto un fiocco di neve, mentre lo spargimento del sale è stato disposto solo per pochi giorni. Questo non giustifica una spesa così elevata».
Dubbi anche sulla gestione della Grim: il collegio dei revisori – ha riferito – ha chiesto chiarimenti sull’impossibilità di analizzare i conti della partecipata in assenza di bilancio, nonostante il Comune sia socio di maggioranza relativa.
Infine, Pilone ha criticato la gestione degli impianti sportivi, che garantirebbe introiti irrisori – circa 2.500 euro annui, meno di 200 euro al mese – definendo la situazione «vergognosa» e da chiarire. Un ultimo richiamo è stato rivolto ai fondi Pnrr: senza il rispetto delle scadenze, in particolare per l’avanzamento degli interventi sulla scuola D’Ovidio entro giugno, «c’è il rischio concreto di perdere milioni di euro».
Nonostante i pareri discordanti, il rendiconto di gestione 2025 è stato approvato con 14 voti favorevoli (tutta la coalizione progressista più il voto del consigliere della Lega, Alberto Tramontano), 9 contrari (Sanginario, Pilone, Di Claudio, Annuario, Cefaratti, Lopriore, Ruta, Lombardi, Iafigliola) e 6 astenuti.
Un passaggio fondamentale per l’ente, che certifica i conti dell’ultimo anno ma lascia sul tavolo interrogativi politici e amministrativi destinati a segnare il dibattito nei mesi a venire.
Tre, inoltre, gli ordini del giorno discussi in aula: respinto quello proposto da Liberio Lopriore, reduce di una spaccatura profonda con la sua coalizione dopo aver annunciato pubblicamente la volontà di sfiduciare la sindaca Forte. La decisione a seguito del flop registrato alle elezioni provinciali dove il team Forte ha sostenuto in maniera compatta l’altro candidato di centrosinistra, Antonio Madonna.
L’odg proponeva investimenti significativi su stadio, centro storico e viabilità. Nello specifico 3 milioni per la riqualificazione e ammodernamento del “Molinari”, assicurando interventi per la riapertura dei settori attualmente non utilizzati; 2 milioni per il rilancio del borgo antico attraverso un programma organico di interventi finalizzati al recupero del patrimonio urbano, miglioramento dell’accessibilità degli spazi a sostegno delle funzioni economiche e sociali; ad adottare inoltre un pacchetto di misure a sostegno delle attività economiche; 4 milioni di euro per un programma straordinario di manutenzione e messa in sicurezza della rete viaria comunale; ad avviare una revisione della pressione fiscale locale per ridurre in modo significativo il carico su famiglie e imprese; a rafforzare i servizi per la prima infanzia incrementando la copertura del servizio e potenziando il ruolo dell’ente nella gestione; a garantire maggiore equità territoriale all’accesso ai servizi con interventi mirati nelle periferie e nelle contrade; a dare attuazione ai suddetti punti con una ricollocazione delle risorse disponibili.
L’ordine del giorno non ha trovato d’accordo i consiglieri. Irragionevole la richiesta economica per gli interventi rispetto alla disponibilità dei fondi – si parla di più di 7 milioni rispetto a un avanzo che sfiora il milione e mezzo. La proposta è stata dunque bocciata con 23 voti contrari, un solo favorevole e 5 astenuti.
Via libera anche a un ulteriore ordine del giorno a firma di Bozza, Colagiovanni, Di Giorgio e Maroncelli sull’utilizzo di risorse libere per interventi sulla rete fognaria in zona Feudo e Colle dell’Orso dove sono già stati effettuati studi di fattibilità.
Approvato infine il documento dei consiglieri della Lega Tramontano e De Lucia, che prevede la concessione, da parte del Comune, di contributi agli studenti che decidono di fare il proprio percorso universitario a Campobasso o a quegli studenti che decidono di trasferirsi da altre città nel capoluogo di regione: «Il tema è vitale: l’emigrazione giovanile e la cosiddetta “fuga dei cervelli” possono essere arginati soltanto da politiche socio-economiche concrete e immediate – hanno dichiarato -. Negli ultimi vent’anni Campobasso ha perso la metà dei cittadini in età scolare da zero a diciotto anni e ancor di più ha visto andar via migliaia di studenti universitari. L’appostamento richiesto, di centomila euro, intende rappresentare una misura sperimentale, alla quale potranno concorrere anche l’Unimol e la Regione Molise».
La proposta è stata approvata all’unanimità con le astensioni del cantiere civico e del consigliere Lopriore.























