Il monito lanciato dal Santo Padre durante la sua visita a Campobasso è destinato a lasciare un segno, i temi del lavoro e della dignità umana non lasciano indifferenti. E proprio su questi temi che interviene Giulia D’Ambrosio combattiva presidente dell’associazione Commercioattivo che da anni si batte per tutelare la categoria ma soprattutto per difendere i diritti di chi del commercio ha fatto, con sacrificio, il proprio lavoro e la propria vita. “Forse è giunto il momento di chiederci se lavorare la domenica è vera libertà. Quando Papa Francesco alza la testa e parla a braccio vuole sottolineare i concetti che più gli stanno a cuore. ‘Non portare il pane a casa toglie la dignità’. Ero nell’Aula Magna dell’Università del Molise – scrive Giulia D’Ambrosio – a rappresentare la categoria dei commercianti, quelli che popolano i centri città, quando ho udito con le mie orecchie le parole del Papa.
Noi di ‘Commercio Attivo’ dopo 7 anni di lunghe battaglie e convegni, tra cui: ‘Non svendiamo la domenica’, anno 2007, ‘Se vive il commercio vive la città’ anno 2009, ‘Commercio e Territorio’ anno 2011, ‘È ora di dire basta’ corteo nazionale a Torino con Imprese che Resistono anno 2012, per la domenica libera dal lavoro, a partire dalla riforma regionale della legge sul commercio, per finire col combattere la liberalizzazione totale imposta dal Decreto Salva-Italia di Monti, che non ha prodotto lo sperato aumento del Pil, non potevamo sentire musica migliore. Peccato che lungo il percorso migliaia di negozi non esistono più, soffocati dalla concorrenza sleale dei giganti del commercio.
Dopo aver registrato una sordità insistente delle classi dirigenti, politiche, economiche e finanziarie, rispetto a una crisi gigantesca che non richiede una generica ‘ripresa’, ma una reinvenzione nel modo di gestire l’economia, abbiamo fortemente contribuito a promuovere con Federstrade Roma, insieme alla Cei e Monsignor Bregantini (presidente della commissione giustizia, lavoro e pace), con il sostegno della Confesercenti nazionale, la raccolta di 150.000 firme che ci hanno permesso di presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per riportare giustizia ed equità nel mondo del commercio. Oggi la legge è in discussione in Parlamento.
‘La questione della domenica lavorativa, non interessa solo i credenti, ma interessa tutti, come scelta etica’ sono le parole di Papa Francesco che hanno avuto il plauso delle forze sindacali e di tutto il mondo dei lavoratori del commercio, che soffre la mancanza del giorno universalmente riconosciuto in tutta Europa, come il giorno del riposo, dell’incontro e del dialogo con le nostre famiglie, con i nostri amici, per far pace con noi stessi, per amare la vita.
Il Papa nei suoi discorsi ha ripreso in modo forte e chiaro i temi della crisi, delle fragilità, delle povertà, della disoccupazione, alimentando le speranze del popolo molisano, invitandolo a credere nel proprio futuro e a scrollarci di dosso la tristezza, che chiude le menti e non lascia spazio alla creatività. Ha ricordato che ‘il nostro Dio è il Dio delle sorprese, colui che rompe gli schemi’ e ci lascia intravedere il futuro. Ha parlato dell’emergenza lavoro, interpellando soprattutto la responsabilità delle Istituzioni, del mondo imprenditoriale e finanziario, rispetto ad un lavoro che restituisca dignità alla persona umana.
Come osserva Benedetto XVI nella Caritas in Veritate (n°71) ‘lo sviluppo è impossibile senza uomini retti.. Sono necessarie sia la preparazione professionale che la coscienza morale’. ‘Una generazione senza lavoro è una sconfitta per la patria e l’umanità’. Con queste parole Papa Francesco a Castelpetroso, con il pensiero rivolto ai giovani, ha sottolineato che lo sviluppo riguarda tutti gli uomini e comprende i valori di libertà, responsabilità, dignità e creatività. Noi ci batteremo ancora e sempre per il nostro diritto ad un lavoro che sinora ci ha lasciato libertà e dignità. Ne usciremo vivi se vi sarà coscienza per un consumo sano e responsabile fatto anche di solidarietà e collaborazione tra gli esercenti, fatto di nuove idee e di politiche fiscali meno depressive, fatto di semplificazioni burocratiche e di politiche economiche che salvaguardino e incoraggino le imprese oneste ad andare avanti superando la crisi. Sulle aperture festive occorre trovare una giusta mediazione per famiglie e imprese, attraverso un calendario ragionato che sappia salvaguardare il territorio e le sue esigenze.
L’intero programma, sapientemente studiato da Monsignor Giancarlo Bregantini, per un vero abbraccio del Papa al Molise, una Regione ‘di periferia’ con pregi e difetti che però ha le carte in regola per poter emergere, se ce ne sarà la volontà e la saggezza, per saper cogliere le opportunità a partire davvero da un ‘patto per il lavoro’.
Da parte nostra un sincero grazie al nostro Vescovo per l’onore di aver avuto nella nostra amata Campobasso la visita di un Papa che sta cambiando il corso della Chiesa nel mondo con amore e semplicità”.

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