Siccità e improvvisi temporali: condizioni climatiche che stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura e chi dalla terra trae profitto per sbarcare il lunario.
La bomba d’acqua e grandine che si è abbattuta in particolare sulla provincia di Isernia giovedì scorso ha mandato in rovina il raccolto estivo, ma anche cereali e foraggio destinati all’alimentazione animale. Un dramma per i coltivatori e per gli allevatori dell’area colpita.
La Coldiretti parla di «danni di centinaia di migliaia di euro».
«Da Longano a Macchia d’Isernia, da Colli al Volturno a Sant’Agapito: sono ingentissimi i danni provocati all’agricoltura dalla violenta ondata di maltempo che si è abbattuta il 7 luglio sulla provincia di Isernia.
La struttura tecnica di Coldiretti – affermano della confederazione – ha immediatamente avviato una ricognizione sul territorio al fine di verificare l’entità dei danni che, stando ad una prima approssimativa stima, ammonterebbero a centinaia di migliaia di euro.
Le violente grandinate e le piogge battenti hanno gravemente compromesso sia oliveti sia orti ma anche cereali e foraggi, indispensabili per l’alimentazione degli animali. Le aziende agricole ubicate nelle zone colpite denunciano danni che arrivano fino al 100% sulle produzioni presenti in campo, fisicamente spazzate via dalla furia delle precipitazioni».
La Coldiretti passa in rassegna le perdite subite: «Si registrano danni agli impianti di oliveto che hanno perso gran parte dei frutti pendenti, compromettendo l’annata agraria degli imprenditori. Lo stesso dicasi per le colture orticole in pieno campo, ricoperte da inondazioni, che hanno causato anche il peggioramento delle già precarie condizioni delle strade interpoderali. Compromessi, inoltre, anche i cereali che erano pronti per essere raccolti ma che la furia della pioggia e della grandine ha raso al suolo».
Mentre la struttura tecnica di Coldiretti prosegue nell’attività di monitoraggio delle aree colpite, si apprende che il direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese, ha chiesto formalmente alla Regione di avviare le verifiche dei danni al fine di valutare la possibilità di deliberare lo stato di calamità naturale per le zone colpite dagli eventi atmosferici.

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