Nessun colpo di scena: rispettati praticamente alla lettera i pronostici delle settimane precedenti al voto, nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di via Berta. Con sei seggi conquistati, vince la lista di centrodestra ‘Autonomia e Identità’. Quattro i seggi invece della squadra di centrosinistra ‘Insieme per la Provincia di Isernia’.
Nello specifico, per il centrodestra entrano in Consiglio Manolo Sacco, Linda Dall’Olio, Anna Barile, Nicola Di Biase, Claudio Falcione e Domenico Chiacchiari.
I consiglieri provinciali eletti per il centrosinistra sono invece Candido Paglione, Franco Marcovecchio, Sara Ferri e Giuseppe Centracchio.
Confermata quindi l’ipotesi dell’anatra zoppa, come già avvenuto per le provinciali di Campobasso, con l’elezione di un presidente di centrosinistra che però dovrà amministrare la Provincia con una maggioranza dello schieramento politico opposto.
Dall’analisi del voto, intanto, emergono alcuni dati interessanti su cui soffermarsi per un’analisi politica più approfondita. Il centrodestra ha ottenuto 56.339 preferenze, calcolate attraverso il sistema della ponderazione in base alla popolazione dei comuni di provenienza dei votanti. Il più votato nella lista vincitrice – per la terza volta di fila – è stato Manolo Sacco, sindaco di Pescolanciano. Al centrosinistra sono andati invece 36.862 voti. Ad ottenere più preferenze, è stato il primo cittadino di Capracotta, Candido Paglione.
Decisiva la partita che si è giocata ad Agnone, dove è finita 7 a 6 per il centrodestra con alcuni esponenti del centrosinistra che hanno quindi dato tre voti allo schieramento opposto: uno a Sacco, uno a Falcione e uno a Dall’Olio. Non c’è l’ha fatta invece il consigliere comunale di Isernia, Cesare Pietrangelo, eletto a suo tempo a Palazzo San Francesco con Forza Italia.
E non ce l’ha fatta neanche Francesco Lombardi, che nelle varie anime del Partito democratico – molto vicino a Vittorino Facciolla, Ovidio Bontempo e Luciano Sposato – sembrerebbe aver ceduto il passo invece a Centracchio, sostenuto da Amendola e Veneziale. Aspetto che indicherebbe la via per il congresso provinciale del partito che a questo punto diventa improcrastinabile, stante anche la richiesta di convocazione da parte proprio di una fetta del Pd.
Da sottolineare anche il dato del Movimento 5 Stelle, sceso in campo a supporto della coalizione di centrosinistra con la presenza della consigliera comunale isernina Elvira Barone che pur avendo ottenuto voti nei piccoli centri non ha ottenuto invece preferenze nella fascia in cui rientravano i centri di Isernia e Venafro, scegliendo di non votarsi neppure lei stessa, a conferma del fatto che la sua fosse una candidatura “di servizio” come lasciato intendere anche prima delle elezioni.
Buona l’affluenza alle urne. Su 600 aventi diritto hanno votato 503 amministratori, pari all’83,8 per cento. Nel dettaglio hanno votato 440 di fascia A (81,89%), 13 di fascia B (100%) e 50 di fascia D (100%).
Nei comuni di fascia A (piccoli centri) il centrodestra ha guadagnato 306 preferenze e il centrosinistra 128. In quelli di fascia B (Agnone) 7 voti per il centrodestra e 6 per il centrosinistra. Infine nei comuni di fascia D (Isernia e Venafro) il centrodestra ha ottenuto 29 preferenze e il centrosinistra 21.
È finita dunque 566 a 369, in termini di voti ponderati, per il centrodestra.

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