Proseguono senza sosta le indagini per far luce sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, morte a poche ore di distanza al Cardarelli di Campobasso tra il 27 e il 28 dicembre scorsi per un sospetto avvelenamento da ricina. Anche ieri gli agenti della Squadra Mobile, guidata da Marco Graziano, hanno proseguito con le audizioni in Questura di parenti e amici della famiglia.
Tra le ultime novità sul caso un audio, registrato da un cronista e trasmesso dal Tg1, risalente al 28 dicembre scorso, subito dopo i due decessi, in cui una dottoressa del Cardarelli rende note le analisi di Gianni Di Vita. Dal file, che potrebbe aprire nuovi scenari, trapela che il marito di Antonella e padre di Sara presentava «più di 112mila piastrine e la bilirubina è alta. È alta a Sara, è alta ad Antonella, è alta anche a Di Vita Giovanni. Aumenta sempre di più ed è indiretta non coniugata». Stando all’audio dunque anche Gianni Di Vita sarebbe entrato in contatto con la ricina. La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato, al momento ancora contro ignoti. Negli ultimi giorni, secondo fonti investigative, gli inquirenti avrebbero effettuato verifiche presso l’istituto Agrario di Riccia, dove tra le attività didattiche rientrano lo studio e la coltivazione di piante.
Attesa ad ore la relazione del Maugeri di Pavia, che dovrebbe fornire i risultati ufficiali delle analisi svolte negli ultimi mesi e contribuire a chiarire ulteriormente il quadro investigativo. I risultati dal Centro Antiveleni, con ogni probabilità, saranno fondamentali per sbloccare l’iter e potrebbero condurre all’iscrizione dei primi sospettati nel registro degli indagati.
Mercoledì 29 aprile, inoltre, il medico legale Benedetta Pia De Luca ha convocato legali e consulenti delle parti a Bari per ulteriori esami sui vetrini istologici degli organi prelevati durante le autopsie eseguite il 31 dicembre scorso all’ospedale Cardarelli di Campobasso.























