La casa all’ingresso di Civita di Bojano è tornata ieri mattina sotto lo sguardo dei Carabinieri. Per ore, i militari della Compagnia di Bojano, guidati dal comandante Luca Palladino, hanno effettuato un nuovo sopralluogo nell’abitazione dove martedì scorso è stato ucciso Nicola De Gregorio, l’operaio di 50 anni morto dopo l’aggressione ad opera, secondo la ricostruzione investigativa, di Luigi Monaco, 35 anni, bojanese, attualmente detenuto nel carcere di Campobasso.
L’obiettivo degli accertamenti è quello di dare contorni sempre più precisi a una vicenda che ha sconvolto l’intera comunità matesina. I militari, delegati dalla Procura di Campobasso, si sono concentrati in particolare sugli spazi esterni dell’abitazione, con la finalità di verificare spostamenti, accessi e ogni altro elemento utile a ricostruire le fasi precedenti e successive al delitto. Resta centrale, nelle indagini, capire cosa sia accaduto nella cantina dell’operaio, dove i due si sarebbero incontrati prima dell’esplosione della lite finita nel sangue.
Secondo la ricostruzione al momento al vaglio degli inquirenti, tra De Gregorio e Monaco sarebbe scoppiata una discussione, dopo che il proprietario della cantina aveva invitato l’uomo – che in passato ha praticato arti marziali – per un bicchiere di vino. Poi l’aggressione, la violenza, il tragico epilogo. Il 35enne, avrebbe colpito l’operaio con calci, pugni e forse una bottiglia. Sono però ancora i riscontri tecnici, i rilievi e gli esiti medico-legali a dover confermare ogni passaggio di quella sequenza di violenza che ha strappato la vita dell’operaio – molto noto e ben voluto in paese – alla moglie e al figlio 20enne.
In questo quadro si inserisce anche l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Ilaria Toncini, titolare del fascicolo aperto per omicidio. L’esame irripetibile sarà eseguito con ogni probabilità la prossima settimana, il 14 o il 15 maggio, e dovrà fornire elementi decisivi sia sulle cause della morte sia sulla natura delle lesioni riportate dalla vittima. Intanto, per questa mattina – alle ore 11 – in carcere a Campobasso è fissato l’interrogatorio di garanzia per Monaco, che ieri ha incontrato per la terza volta il suo difensore, l’avvocato Alessio Verde. Non è da escludere che il 35enne, apparso scosso per quanto accaduto – come riferito dal legale – possa avvalersi della facoltà di non rispondere.
A Bojano, intanto, il dolore fa il paio con un silenzio composto e pesante. La comunità si è stretta attorno alla famiglia di Nicola De Gregorio, ai genitori, alla moglie e al figlio, in una veglia ideale che attraversa il paese come una ferita aperta. E anche la campagna elettorale, in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio, si è fermata davanti alla tragedia.
Entrambe le liste in competizione – Bojano Viva e Benvenuta Bojano – hanno scelto di sospendere tutti gli eventi pubblici nel rispetto dei tragici avvenimenti che hanno segnato la cittadina. È questo il clima di una città colpita nel profondo, dove la cronaca nera ha improvvisamente travolto ogni altro tema, sospendendo ogni cosa davanti a un lutto che nessuno sembra voler forzare in retorica. Ora tocca alle indagini, ai rilievi e all’autopsia restituire una verità più precisa su una morte che ha lasciato Bojano attonita.
ppm

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