A fare il punto sulle indagini relative alla morte di Antonella e Sara anche la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, impegnata ieri mattina nel centro frentano in occasione dell’inaugurazione della stanza di ascolto “Una stanza tutta per sé”, uno spazio protetto dedicato alle vittime di violenza, realizzato grazie al contributo del Lions Club International e del Leo Club di Termoli.
A margine della cerimonia, però, l’attenzione dei cronisti si è inevitabilmente spostata sull’inchiesta che sta tenendo banco da settimane: quella sulla morte di Antonella e Sara, al centro del giallo di Pietracatella. Proprio nelle stesse ore, infatti, erano in corso accertamenti tecnici nell’abitazione della famiglia Di Vita, in via Risorgimento.
Interpellata sull’attività investigativa, la procuratrice Antonelli ha chiarito che il sopralluogo eseguito congiuntamente dalla Squadra Mobile e dalla Polizia Scientifica di Campobasso e Napoli rientra in un percorso già programmato dagli inquirenti. «Sono attività che erano previste – ha spiegato – ma che non erano state ancora effettuate perché avevamo bisogno di conferme da parte dell’Istituto di Tossicologia della Fondazione Maugeri».
La titolare dell’inchiesta ha evidenziato come il lavoro degli investigatori si trovi in una fase di transizione, ancora legata agli approfondimenti scientifici ma sempre più orientata verso interventi investigativi concreti. «Abbiamo bisogno ancora di conferme, non solo dal punto di vista tossicologico ma anche sotto il profilo dell’attività autoptica», ha aggiunto, sottolineando che l’indagine è in una fase di attesa ma al tempo stesso di progressivo avanzamento.
Un passaggio cruciale, dunque, che segna il superamento di una prima fase esclusivamente tecnica. «Non potevamo restare più al livello soltanto della tossicologia e degli esami scientifici – ha concluso Antonelli – a questo punto era necessario un intervento anche dal punto di vista delle attività giudiziarie vere e proprie».
Le parole della procuratrice delineano dunque un quadro investigativo in evoluzione, nel quale gli accertamenti scientifici continuano a rappresentare una base fondamentale, ma lasciano spazio a una fase più incisiva dell’azione giudiziaria, destinata a fare luce su una vicenda ancora avvolta da molti interrogativi.
























