Il vaccino contro il Covid è sicuro. In Molise gli intensivisti non sono stati chiamati mai finora per intervenire su uno shock anafilattico che comunque, in base agli studi epidemiologici internazionali svolti si è registrato «nel numero di 4 casi ogni milione di dosi somministrate. Un’incidenza assolutamente irrisoria», ha sottolineato il primario di anestesia del Cardarelli Romeo Flocco a margine del seminario organizzato dalla Scuola di specializzazione in Igiene diretta dal prof Giancarlo Ripabelli. È fondamentale, però, comunque la formazione del personale e l’incontro, il primo del nuovo ciclo della Scuola di specializzazione dell’Unimol, mirava proprio a illustrare agli specializzandi la corretta gestione di una reazione avversa.
Il vaccino contro il Covid, ha aggiunto Flocco, è efficace. I ricoverati in rianimazione, positivi al Covid, già vaccinati erano e sono «tutti pazienti con gravi patologie associate. Non abbiamo avuto nessun ricovero di paziente vaccinato in buona salute precedentemente all’infezione». Quindi, ancora Flocco, «il vaccino protegge, assolutamente, e nel caso di pazienti che abbiano sviluppato la malattia e siano vaccinati si tratta sempre di situazioni molto critiche per comorbilità. Abbiamo avuto fino a qualche giorno fa in campo nazionale oltre 200mila positivi al giorno. Nel 2021 con questi numeri avremmo avuto tutte le terapie intensive intasate e tutti gli ospedali in sofferenza. Invece oggi non è così proprio perché c’è la risposta al vaccino».
Secondo il monitoraggio settimanale della Federazione nazionale della aziende sanitarie, i letti delle rianimazioni Covid sono occupati per il 64% da soggetti non vaccinati. E l’88% dei vaccinati finiti in intensiva Covid soffre di gravi comorbilità. Per il 61% dei casi si tratta di persone che hanno ricevuto il vaccino da oltre quattro mesi ma non ancora la terza dose.
La campagna di immunizzazione, ha rilevato il prof Ripabelli, ha rappresentato un elemento fondamentale «per il controllo di questa pandemia. I numeri di oggi, che sono estremamente più grandi, anche perché lo cerchiamo in maniera diversa il virus, rispetto ai numeri di un anno fa, ce ne fanno rendere subito conto: abbiamo molti più infetti, meno decessi e meno ospedalizzazioni
È chiaro che la vaccinazione dovrà diventare dirimente nell’individuare le persone più a rischio e nel mantenere aperte le attività. In tal senso, mi sembra logico non far più scadere il green pass per chi ha fatto il booster. Questo, naturalmente, in attesa di capire se servirà una quarta dose o una vaccinazione annuale».

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