L’ultimo passo, quello più operativo, per la costituzione del servizio idrico integrato, è stato compiuto ieri: di erogazione, guasti alla rete, depurazione e anche di “bollettazione” dell’acqua presto non si occuperanno più i Comuni (o società private come Acea) ma la società a totale capitale pubblico Grim, Gestione risorse idriche Molise. Costituita per il 90% dalle amministrazioni che aderiscono all’Egam e per il 10% da Molise Acque, ieri è stato nominato anche il Cda provvisorio, che ha il compito non facile di gestire la transizione.
Del board della società fanno parte i commercialisti Massimo Saluppo e Nella Caruso, l’avvocato Rita Menna, gli ingegneri Marco Chiaverini e Carmen Parmentola, quest’ultima indicata da Molise Acque. Resteranno in carica fino al 30 giugno 2023.
L’adempimento, effettuato a valle del lungo cammino di costituzione dell’Egam e poi del governo d’ambito, sblocca la situazione anche riguardo all’accesso ai fondi stanziati dal Pnrr per l’efficientamento della rete idrica, ora il Molise può partecipare al secondo bando.
Tra i componenti del Comitato d’ambito, che ad aprile ha approvato lo statuto della Grim e ieri ha deliberato la composizione del Cda, il primo cittadino di Isernia Piero Castrataro. Che, a margine, evidenzia una valutazione condivisa e rimarcata dai sindaci, vale a dire la volontà di vigilare «assiduamente sul Cda perché la transizione sia adeguata e perché si operi con trasparenza, efficienza ed efficacia».

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