Sempre più drammatiche le condizioni del Venezuela. Aumenta il caos politico-sociale, le condizioni minime di salvaguardia della salute e della sicurezza della popolazione sono ormai compromesse, la crisi umanitaria colpisce direttamente i nostri connazionali in Venezuela. Sono due milioni gli oriundi italiani residenti nel Paese sudamericano, di cui oltre 100mila sono originari dell’Abruzzo e del Molise. Una problematica che quindi non può lasciare indifferenti anche le istituzioni regionali.
Il presidente del Consiglio regionale del Molise Vincenzo Cotugno, particolarmente preoccupato per le condizioni di vita dei nostri corregionali, ha posto all’attenzione dei presidenti dei Consigli regionali d’Italia la delicata vicenda. Nel corso del suo discorso all’Assemblea plenaria, ha chiesto un intervento immediato in soccorso dei nostri connazionali.
«Come già avvenuto per le aree colpite dal terremoto del Centrosud – ha proposto Cotugno ai colleghi – si potrebbero adottare iniziative dirette alla raccolta di fondi, farmaci e beni di prima necessità da far pervenire ai nostri connazionali, secondo i canali ufficiali che la Farnesina o l’Ambasciata italiana in Venezuela intenderanno suggerire. La situazione dei nostri connazionali in Venezuela peggiora di ora in ora – ha lanciato l’allarme Cotugno – L’accentuazione della grave crisi umanitaria in Venezuela li espone a violenze, persecuzioni, epidemie e carestie. Non dobbiamo sottovalutare l’appello del Coordinamento delle Associazioni Italo – venezuelane in Italia che hanno chiesto l’apertura di un apposito “corridoio” umanitario per soccorrere la popolazione».
Cotugno ha ripercorso le fasi che hanno portato al precipitare della situazione politico-sociale in Venezuela e che oggi determinano la necessità di un intervento deciso ed immediato.
«Chi pensava che con la morte del presidente Chavez la situazione potesse migliorare si è dovuto ricredere. Il nuovo presidente Nicolás Maduro Moros ha imposto un regime ancora più duro, basato sulla repressione degli oppositori e su una politica di isolamento e di chiusura che ha portato sin da subito alla fuga dei cittadini verso i Paesi confinanti. I nuovi dati rivelano un calo impressionante di presenza italiana in Venezuela, comunità che fin dagli anni Sessanta aveva creato centinaia di strutture ricreative e culturali su tutto il territorio venezuelano. Diverse le associazioni regionali sorte in rappresentanza dei nostri connazionali, tra le quali le “Associazioni Abruzzesi e Molisane”. Oggi sono impegnate soprattutto a favore dei corregionali più bisognosi, ma i fondi sono pochi e l’assenza di un corridoio umanitario non permette un flusso maggiore di farmaci e alimenti. Per questi motivi – la proposta del presidente Cotugno – chiedo un impegno deciso da parte dell’Assemblea dei presidenti ad attivare ogni utile iniziativa volta a rendere operativo un piano di intervento umanitario a sostegno della popolazione venezuelana, oltre alla predisposizione di una proposta di legge che favorisca un eventuale rimpatrio dei nostri connazionali ed alla loro integrazione».
La proposta ha incassato l’impegno unanime dell’Assemblea. Ogni Regione approfondirà il tema con l’obiettivo di sollecitare il governo e le altre istituzioni preposte ad intensificare azioni mirate a soluzioni possibili.

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