Da qualche mese al timone della Uil Molise, ieri Gianni Ricci ha celebrato il suo primo congresso (il quarto del sindacato in regione). “Costruiamo il cambiamento”, il claim dell’iniziativa che ha visto la partecipazione, oltre che dei delegati e dei segretari confederali e delle categorie, anche di rappresentanti delle istituzioni politiche e territoriali dello Stato.
L’economia che non decolla, il lavoro precario, l’inverno demografico, i servizi sanitari al lumicino. Da qui e da questi numeri è partita l’analisi di Ricci, senza sconti anzi con critiche forti anche per quanto riguarda i lavori sulla frana di Petacciato. In generale, «numeri drammatici – ha messo in evidenza – Spesso ci vengono rappresentati in una maniera, ma analizzati poi alla fine nascondono dietro un lavoro sempre più povero, sempre più precario. Infrastrutture che ci raccontano essere migliori d’Italia e qui per arrivare da una parte all’altra se trovi i semafori verdi magari a Termoli ci arrivi con un’ora e un quarto, se li trovi rossi bisogna salutarsi. Quindi abbiamo la necessità di invertire la tendenza, anche l’orientamento di questi anni che la politica di questa regione ha avuto. Bisogna investire seriamente nelle infrastrutture, nel capitale umano, nel lavoro. Costruiamo il cambiamento insieme alle parti datoriali, alle organizzazioni sindacali, insieme alla politica, insieme alle istituzioni. Solo insieme si può costruire un cambiamento vero».
Riflettori accesi, ha poi incalzato Ricci, su Stellantis. «Bisogna aspettare il piano industriale, quindi a fine maggio capiremo. È evidente che Stellantis la Gigafactory non la fa qui. Questo è chiaro, per colpa dell’energia che costa tre volte quello che costa in Spagna. Quindi aspettiamo il piano industriale, però vogliamo dare poi concretezza e seguito a quello che si dice spesso al Mimit, che nella stragrande maggioranza delle volte rincorre i problemi e le crisi, ma con loro fare anche un ragionamento rispetto a valutazioni trimestrali su quello che Stellantis poi produrrà nel piano industriale, soprattutto per quello che riguarda Termoli».
Ai lavori anche il segretario organizzativo della Uil nazionale Emanuele Ronzoni. «Noi prestiamo molta attenzione a questo territorio, a questa regione che ha innumerevoli risorse e grandi capacità intanto per le persone che ci abitano, ma anche per le questioni ambientali. E chiaramente il richiamo che parte da questo congresso – ha evidenziato Ronzoni – e chiama responsabilità, appunto, non soltanto il governo nazionale, ma anche il governo regionale. C’è bisogno di infrastrutture, fondamentalmente bisogna aumentare i salari, diminuire la pressione fiscale sui salari delle lavoratrici e dei lavoratori e sui pensionati e le pensionate di questa regione. Solo così possiamo aumentare i consumi e quindi creare sviluppo e far ripartire il Paese».























