Il presidente della Regione Francesco Roberti alza il tiro. Molise unica Regione ancora commissariata in sanità e costretta a tagliare ancora reparti? «In Conferenza delle Regioni si discute il Dm 77. Vorrà dire che il Molise farà sentire il suo peso nella scelta se dare l’intesa o meno».
Lo ha ribadito alla riunione della Conferenza dei sindaci Asrem: indipendentemente dal colore del governo, quando era sindaco di Termoli gialloverde e giallorosso oggi invece il suo stesso schieramento, contro decisioni che «ledono i diritti dei molisani» proporrà ricorso. La strada politica si è fatta nel frattempo però più difficile da percorrere. La risposta del ministero della Salute all’interrogazione della deputata dem Malavasi è stata chiara: il dicastero guidato da Schillaci ritiene che il commissariamento in Molise vada mantenuto e che il Programma operativo che il governatore impugnerà sia l’unico strumento per rimediare alla situazione. À la guerre comme à la guerre: il capo di Palazzo Vitale intanto assolve il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, a lui è stato chiesto di rispondere in Aula, ma lui «non c’entra niente». Gli è stata passata «una polpetta avvelenata». Avrebbe dovuto rispondere Gemmato, spiega Roberti, il sottosegretario plenipotenziario di Fratelli d’Italia. Ma era a Bari e Durigon ci è andato di mezzo.
Alza il tiro anche sulla strada politica, dunque, il governatore del Molise. È dal potente alleato, dal partito di maggioranza relativa, che attende risposte sul diritto della sua Regione di essere trattata almeno come la Calabria che con conti non certo migliori è uscita qualche settimana fa dal commissariamento.
La via giudiziaria, intanto, «Ho parlato con l’avvocato Iacovino la scorsa settimana, con lui c’è una stima professionale perché ha seguito tutti i ricorsi che abbiamo fatto sul Punto nascita e sull’Emodinamica di Termoli quando ero sindaco, ci siamo confrontati già. e quindi su questo già ci siamo relazionati per vedere quale strada percorrere. Dalle prime osservazioni, ci sono i giusti riscontri per poter impugnare il piano operativo nelle parti che vanno a ledere il diritto alla salute dei molisani». Vale a dire, sintetizza nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso, la chiusura di Emodinamica a Termoli e del Punto nascita di Isernia e la conversione del Caracciolo di Agnone.
Decisioni, entra nei dettagli, prese sulla base di dati relativi agli anni 2024 e 2025, anni in cui la produttività di quei reparti era a mimino. Ma, aggiunge, poi sono stati effettuati cospicui investimenti: «Abbiamo assuto medici, valorizzato le unità operative, coinvolto l’Università per un reclutamento più mirato rispetto al reale fabbisogno dei nostri ospedali, comprato Tac, angiografi e altri macchinari. Diventa anche difficile giustificare le chiusure alla Corte dei conti».
Critico l’impianto del piano, dunque l’impugnativa a suo parere andrà a segno. Anche perché aumenterebbe la mobilità passiva e poi, ripercorre, le scelte sono anche contraddittorie da un piano operativo all’altro (l’Emodinamica di Termoli era rimasta aperta anche per il bacino di Vasto, se ora chiude rimane scoperto e si crea il problema della golden hour per l’infarto pure nel basso Abruzzo) E nel momento in cui la struttura commissariale chiederà all’Asrem di mettere in pratica le chiusure anche quel provvedimento andrà contestato al Tar per ottenere la sospensiva. «Nel frattempo – chiude Roberti sulla strategia complessiva e la tattica delle prossime settimane – dico all’azienda sanitaria di andare avanti col reclutamento».
Stoccate ai commissari, pur senza riferirsi solo agli ultimi due, Bonamico e Di Giacomo. Complessivamente, riferisce ai sindaci, 17 anni di commissariamento sono costati oltre 55 milioni. Per avere quali risultati? Non un miglioramento dei conti e «una cattiva organizzazione dei servizi attraverso commissari incapaci» di opporsi ai diktat dei Ministeri e dei Tavoli tecnici perché hanno avuto paura di essere rimossi.
Ministeri e tecnici che «continuano a giocare con il continuo ricatto di dire che quello che c’era stato promesso per legge, i 90 milioni, verrà dato solo se chiudiamo questi reparti. Credo che questo non sia un modo di procedere».
Quindi, in conclusione, oltre al ricorso il diritto di veto. «Intanto in Conferenza delle Regioni c’è la discussione del Dm 77.Vorrà dire che anche lì la Regione Molise avrà il suo peso nel dare l’intesa o meno». ritai

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