La seconda commissione consiliare, presieduta da Michele Iorio, ieri mattina ha affrontato, alla presenza degli addetti ai lavori, la controversa questione dei ritardi legati all’erogazione della cassa integrazione in deroga.
Numeri e dati, forniti dai riferimenti apicali delle strutture regionali (hanno partecipato in videoconferenza il capo dipartimento Terzo, Claudio Iocca, il direttore responsabile del Servizio politiche per l’Occupazione Vincenzo Rossi e il funzionario Antonio Ferocino) e dal direttore dell’Inps Molise, Stefano Quaranta accompagnato dai dirigenti responsabili delle sedi provinciali invitati in audizione.
«Come era prevedibile, dalla seduta della Seconda Commissione consiliare di questa mattina è venuta fuori una valanga di numeri – spiega il presidente Iorio -: 25mila documenti, 10mila comunicazioni, 3.500 imprese. La Regione Molise ha istruito, ad oggi, 2500 pratiche. Circa 1300 sono quelle che l’Inps ha inviato alle ditte interessate per provvedere ai pagamenti».
Entro 10 giorni al massimo, come riferito in audizione, le procedure dovrebbero concludersi. Un approfondimento specifico è stato dedicato anche al pagamento della cig in deroga ai dipendenti ex Ittierre. «Si tratta di lavoratori che aspettano il definitivo sblocco oramai da un anno – chiosa Iorio -. Per questi ultimi sembra che, a stretto giro, dovrebbero esserci risposte da parte del ministero del Lavoro che avrebbe già ricevuto un elenco di 380 nominativi aventi diritto secondo quanto riferito, sempre in audizione».
Dalle circa quattro ore di riunione è emersa anche l’articolata procedura, indubbiamente appesantita dai numerosi passaggi tra gli organismi interessati (Governo, Regione, Sip, Inps), oggi superata dalla semplificazione contenuta nel decreto Rilancio che accelera di molto la tempistica di erogazione dei sussidi.
«La Regione Molise – spiega la consigliera Manzo che ha richiesto ufficialmente la convocazione della Seconda Commissione – si è trovata letteralmente inondata da migliaia di istanze: l’iter di ogni domanda, nei fatti, richiede giorni e giorni di lavorazione. La Regione riceve la domanda, scarica la modulistica (in formato excel) e la trasforma (in xml) in modo che sia possibile l’invio al sistema che a sua volta, fatte le dovute verifiche della congruità della richiesta, la invia all’Inps che, via pec, la inoltra alle aziende. Alla fine si ottiene il modello SR 41, quello che permette il pagamento al lavoratore. Ad oggi – continua ancora la vicepresidente di Palazzo D’Aimmo – la Regione Molise ha dovuto far ricorso ad una sorta di task force, cooptando tutto il personale a disposizione delle strutture competenti per rispondere a quella che è una emergenza doppia perché legata ad un sistema tecnologico obsoleto e a migliaia di domande che aspettano risposte tempestive.
Sono state censite oltre 3mila istanze – continua la Manzo – di cui 1.298 inviate al sistema percettori del reddito. Nel ‘cervellone’ dell’ Inps ad oggi sono pervenute 1.020 domande di cui 756 lavorate, 371 pagate e 181 respinte».
Una seduta di commissione molto partecipata, tra l’altro. «È il segnale evidente – chiosa Iorio – di una legittima preoccupazione della classe politica per la grave crisi di questo periodo. La straordinarietà del momento che stiamo vivendo ha colto tutti di sorpresa ma non dobbiamo dimenticare che le aziende, e mi riferisco in particolare alle piccole e medie imprese, sono il sale della nostra economia che si è fermata a causa del Covid. Abbiamo il dovere di mettere i nostri cittadini nelle condizioni di poter avere una boccata di ossigeno il prima possibile, abbiamo l’obbligo di ricostruire la fiducia nelle istituzioni, a partire dalla politica stessa». La consigliera del Movimento rimarca il gap infrastrutturale che affligge la Regione Molise.
«È di tutta evidenza l’inefficienza del sistema informativo della Regione, il Sil, la struttura portante della rete per i servizi del lavoro appositamente integrato da servizi di interrogazione ed elaborazione dati. In merito, a luglio, ho presentato proprio una interrogazione al presidente Toma: la piattaforma avrebbe evitato procedure farraginose e ormai arcaiche per l’elaborazione delle domande e per la verifica dei dati.
La nostra regione – continua – vive distante anni luce dal contesto tecnologico e informatizzato che consente efficienza e velocità nelle procedure e nei servizi da erogare alla popolazione. Lo ha ribadito anche il dirigente del Dipartimento Terzo, Claudio Iocca, nel corso dell’audizione rendendo la raffigurazione del percorso delle domande per la cassa integrazione in deroga accidentato e ad ostacoli».
In sintesi, spiega la Manzo, il Sil avrebbe permesso alla Regione di accelerare l’accertamento delle richieste pervenute e il coordinamento tra i vari uffici regionali. Ma per l’esponente pentastellata emerge anche un dato politico. «In tutto questo bailamme, è piombato l’azzeramento della Giunta e la rimozione dell’assessore al Lavoro, con l’eliminazione del riferimento per ogni eventuale problema che avesse potuto paventarsi».

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