A pochi giorni dal voto per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, il clima politico si accende attorno a una vicenda che incrocia sociale e istituzioni: il commissariamento del Centro polifunzionale per la terza età. Un caso che inevitabilmente entra nel dibattito elettorale.
A sollevare la questione è Franco Meloni, ex presidente del Centro, che in una lettera pubblica inviata agli organi di stampa parla di «un fatto gravissimo, che non può essere taciuto né minimizzato», definendo il provvedimento «un commissariamento senza precedenti in Italia, senza motivazioni e senza rispetto». Meloni sostiene che «al Presidente in carica non siano mai state comunicate motivazioni formali, documentate e circostanziate» e aggiunge che «non esiste alcuna comunicazione che giustifichi con parole chiare ed inequivocabili» la decisione adottata dal Comune.
Secondo l’ex presidente, le ragioni informali circolate sarebbero «malcelate, vaghe e non supportate da alcun fatto acclarato», riconducibili a «chiacchiericcio e pettegolezzo da piazza». Diversa, invece, la lettura fornita dallo stesso Meloni, che collega il provvedimento alla scelta del direttivo di «non consentire a due socie di gestire autonomamente il denaro in dotazione del Centro», decisione che, a suo dire, sarebbe stata supportata «da innumerevoli pareri formalizzati da: avvocati, commercialisti, capi settore del Comune stesso».
Nella lettera si sottolinea inoltre come «la gestione amministrativa del direttivo commissariato è cristallina, supportata da conti perfetti, spese giustificate, documenti limpidi e attività ben riconosciute nel tessuto sociale locale», parlando di «un danno umano, morale e sociale» derivante dal commissariamento. Meloni evidenzia anche che, «da ricerca condotta a livello nazionale, risulta siano stati commissariati solo tre centri anziani per fatti gravi che intaccavano il codice penale», definendo quindi il caso di Bojano «anomalo, forse unico nel suo genere».
Di segno opposto la posizione dell’amministrazione comunale uscente, guidata dal sindaco Carmine Ruscetta, che respinge le accuse e rivendica la correttezza del proprio operato. In una nota, l’amministrazione comunale, i componenti della Giunta, il sindaco e l’assessore alle politiche sociali spiegano di aver «sempre operato in conformità alle norme e disposizioni dello Statuto e del Regolamento del Centro polifunzionale della terza età», evidenziando anche «diversi incontri presso il detto Centro alla presenza di tutti gli associati e del presidente Meloni, recependo le problematiche che erano sorte».
L’ente respinge quindi «le argomentazioni sostenute nel comunicato stampa e del tutto strumentalizzate», ringraziando al contempo l’ex presidente Franco Meloni «per il lavoro svolto, con l’auspicio e l’augurio che nell’ambito del Centro si ritrovi la serenità e la giusta armonia».
Insomma, dall’amministrazione uscente evidenziano che si è dovuto prendere atto della necessità di intervenire per riportare serenità e tranquillità tra gli associati. «Solo ed esclusivamente per questo motivo si è provveduto alla nomina di un nuovo presidente e vice presidente così come previsto dalla normativa».
Una posizione che, in sintesi, attribuisce l’intervento a clima teso e quindi alla necessità di allentare la tensione attraverso una gestione commissariale e, successivamente, la nomina di una guida esterna. Sempre secondo quanto riferito dal primo cittadino, «non c’è alcuna preclusione contro qualcuno», ma solo «la necessità era ripristinare la serenità del Centro».























