Migliaia di spettatori provenienti da tutta Italia e finanche dall’estero hanno salutato ieri sera la madre di tutte le manifestazioni dell’alto Molise: la Ndocciata. Almeno ventimila le presenze che gli organizzatori hanno registrato lungo il corso principale di Agnone letteralmente invaso dal primo pomeriggio per assistere al rito del fuoco. Mille ndocce con oltre 600 portatori e figuranti, hanno illuminato la notte magica della capitale delle campane, che ancora una volta, ha saputo emozionare e scaldare i cuori dei tanti visitatori. La giornata si è aperta a Palazzo San Francesco con la presentazione della Guida de La Repubblica ‘Viaggio in Molise: Alto e Medio Sannio’ che ha visto la presenza del direttore Giuseppe Cerasa, della scrittrice di sangue molisano, Chiara Gamberale, figlia del manager Vito Alfonso, e, in collegamento da Roma, Adriano La Regina, profondo conoscitore dei tesori storici e architettonici dell’intera regione. Nel pomeriggio, al teatro Italo Argentino l’atteso concerto di Natale della fanfara del X Reggimento Carabinieri Campania che ha di fatto dato il via al fiume di fuoco delle cinque contrade: ‘Capammnde e Capabballe’, ‘Sant’Onofrio’, ‘Guastra’, ‘Colle Sente’, ‘San Quirico’ aperto con due carabinieri forestali a cavallo.
Per il secondo anno consecutivo ospite d’onore il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano che come prima tappa è tornato a varcare la soglia della fonderia Marinelli per intrattenersi con i contitolari Armando e Pasquale, suoi lontani parenti. Dopodiché, insieme ai sindaci del territorio, al senatore Costanzo Della Porta, alla deputata, Elisabetta Lancellotta, al presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante e all’assessore a Turismo e Cultura, Salvatore Micone si è gustato la sfilata. «Uno spettacolo di rilievo mondiale che costituisce un unicum, la Ndocciata è una manifestazione che non si trova in nessun’altra parte del pianeta» ha detto il ministro che poi ha aggiunto: «La cultura non la si trova solo in alcuni luoghi e città iconiche della nazione, come Venezia, Firenze, Napoli, Milano, ma la cultura è diffusa su tutto il nostro territorio, perché in ogni nostra città ci sono radici profonde, c’è una forte identità, ci sono tradizioni, c’è storia».
Sangiuliano ha poi rivendicato le sue origini altomolisane. «Sono agnonese al 50%, questo luogo lo ricordo da bambino, mi evoca tanti ricordi e tanta commozione. Se sono contento sul fatto che questa realtà possa concorrere a diventare Capitale italiana della Cultura? Certo che sì, l’idea nasce proprio per accendere i riflettori e rilanciare quei territori delle aree interne che non hanno ancora una certa notorietà».
Infine sulla riapertura della biblioteca Albino di Campobasso, Sangiuliano ha garantito di aver «studiato presso il ministero tutte le soluzioni per poter riaprire presto questo luogo indispensabile per un capoluogo di regione. Tra qualche settimana sarò a Campobasso dove l’attuale amministrazione è stata zitta per anni in merito alla vicenda. Comunque vi assicuro che la biblioteca Albino sarà riaperta a breve, perché le cose con me si fanno».
Il tutto mentre il rito del fuoco si è chiuso con il giovane portatore Alessio Marcovecchio, classe 1994 e ventisei elementi di oltre due quintali sulle spalle. In tarda serata il concerto dei Tiromancino nella sala ‘Paola Cerimele’ del teatro Italo Argentino che ha fatto segnalare l’ennesimo sold out. Agnone e il Molise intero danno appuntamento all’anno prossimo, intanto incorniciano un week – end mai visto prima.

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