«Buongiorno, visto che mio figlio non verrà più vi saluto. Magari in futuro con la riapertura del ponte Sente potrà fare parte di nuovo della vostra squadra. Ci abbiamo provato, ma non è andata. In bocca al lupo a tutti». È il messaggio inviato da una mamma di Castiglione Messer Marino sulla chat del gruppo della scuola calcio dell’Agnonese. Un semplice messaggio che fotografa la difficoltà di raggiungere Agnone e l’alto Molise più in generale per usufruire della scuola calcio, in questo caso specifico, ma anche di tutti gli altri servizi sportivi, scolastici, culturali o commerciali che la cittadina alto molisana offre, ma sarebbe meglio dire offriva, ai residenti dei centri limitrofi dell’alto Vastese. E insieme al ragazzo che lascia la scuola calcio a causa della perdurante chiusura del viadotto Sente, altri hanno seguito o magari seguiranno a breve la sua strada di rassegnazione. Troppi i disagi, soprattutto in questo periodo invernale, con la strada alternativa, la ex statale Istonia, più nota come “mulattiera”, che nel tratto in quota è spesso coperta di neve o ghiaccio, nonostante il lavoro capillare dei mezzi spazzaneve della Provincia di Isernia e di Chieti nei rispettivi tronchi di competenza. Tra l’altro, con il viadotto tra Castiglione Messer Marino e Belmonte del Sannio chiuso al traffico veicolare ormai da quattro anni, oltre al disagio della strada pericolosa, c’è da considerare il maggior tempo impiegato per raggiungere l’alto Molise e tornare poi a casa. Anche un allenamento di un’ora e mezza sul perfetto terreno di gioco del “Civitelle” comporta stare via di casa per tutto il pomeriggio e a risentirne potrebbero essere gli impegni scolastici e lo stesso rendimento. Solo nei giorni scorsi, su queste colonne, altri genitori di Castiglione e dei centri abruzzesi limitrofi ad Agnone, avevano rappresentato la difficoltà di raggiungere gli istituti scolastici superiori alto molisani. Le iscrizioni calano, perché si preferisce scendere verso la costa, dove la viabilità è sicuramente migliore. Quella che è ormai diventata una “vertenza” viadotto Sente è ferma al palo: servono 40 milioni di euro per la messa in sicurezza e la successiva riapertura al traffico veicolare. Questo ha detto a chiare lettere l’Anas. Una comunicazione, ma anche un appello di Anas alla classe politica sia abruzzese che molisana, la sola in grado di trovare quelle risorse senza le quali il ponte Sente rimarrà un relitto di architettura e ingegneria. La Regione Molise non ha mai aperto bocca sulla vicenda, nonostante l’interdizione al traffico vada avanti ormai da oltre quattro anni. Dai “cugini” abruzzesi qualche timido segnale di interessamento c’è stato, ma più a titolo di spot, per il resto nulla di concreto. Nei giorni scorsi, ad esempio, il governatore d’Abruzzo, l’ex senatore Marco Marsilio, tra l’altro il primo a presentare una interrogazione sulla chiusura del viadotto all’epoca dei fatti, ha incontrato il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Matteo Salvini, e il vice ministro Galeazzo Bignami. «Il ministro ha dimostrato una forte determinazione nell’accelerare la chiusura dei dossier riguardanti le infrastrutture e i trasporti della nostra regione – ha commentato il presidente della Regione Abruzzo di ritorno da Roma – È stato infatti un interlocutore particolarmente attento e intenzionato a non perdere ulteriore tempo su questioni aperte ormai da anni: dalla velocizzazione della tratta ferroviaria Pescara-Roma, a nuovi possibili raccordi con L’Aquila, fino alla terza corsia sull’A24 e le opere da realizzare per la messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso». Per la serie: hanno parlato di tutto, tranne che del ponte Sente, come se quell’asse viario e quella imponente infrastruttura non fosse di nessun interesse. Qualche settimana fa il sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo, Umberto D’Annuntiis, ha incontrato, sempre a Roma, l’ingegner Felice Morisco, dirigente del Ministero e responsabile della Direzione generale per le strade e le autostrade, l’alta sorveglianza sulle infrastrutture stradali e la vigilanza sui contratti concessori autostradali, insieme all’ingegner Aldo Isi, amministratore delegato Anas e l’ingegner Antonio Marasco, responsabile della struttura territoriale Abruzzo e Molise di Anas. Neanche in quell’occasione si è parlato del problema legato alla perdurante chiusura al traffico del viadotto Sente, che pure collega due regioni e due, se non tre province. Il viadotto “Longo” resterà chiuso per sempre, questa è la sensazione diffusa tra la popolazione e il messaggio di rassegnazione della mamma di un giovane aspirante calciatore ne è l’ulteriore prova.

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