Ci sono famiglie che nel tempo finiscono per coincidere con la storia stessa di una città. A Campobasso, il cognome Teberino appartiene senza dubbio a questa categoria. Parlare dei Teberino significa parlare dei Misteri di Campobasso, della loro memoria, della loro custodia, della loro anima più autentica.
Per decenni il “maresciallo” Cosmo Teberino – figura amatissima e oggi ricordata con rispetto e riconoscenza – è stato considerato il “custode” degli Ingegni di Paolo Saverio di Zinno. Una sorta di guardiano silenzioso di quella straordinaria tradizione che ogni anno, nel giorno del Corpus Domini, trasforma Campobasso in un teatro a cielo aperto sospeso tra fede, arte e identità popolare.
Quel testimone, con il passare degli anni, è rimasto saldo nelle mani della famiglia. Ma oggi, senza togliere nulla a nessuno, è impossibile non riconoscere in Giovanni Teberino il volto simbolo dei Misteri contemporanei.
Chi conosce Giovanni sa bene che il suo rapporto con la sfilata non è semplice organizzazione. È qualcosa che somiglia molto di più a una missione. Nelle settimane che precedono il Corpus Domini diventa quasi irraggiungibile. Si incupisce, si chiude, appare ruvido. Ma non per arroganza o durezza caratteriale. Accade perché sulle sue spalle grava il peso enorme di una responsabilità che sente fino in fondo. Ogni dettaglio deve essere perfetto. Ogni meccanismo deve funzionare. Ogni equilibrio deve reggere. Perché i Misteri non sono soltanto una processione: sono una macchina gigantesca, complessa, delicata.
Eppure basta osservarlo per pochi istanti, anche nel pieno della frenesia, per cogliere dietro quella scorza una bontà autentica, quasi paterna. Lo sguardo di Giovanni Teberino racconta più di tante parole: racconta amore, dedizione, senso di appartenenza.
Per questo motivo la notizia dell’imminente pubblicazione del suo libro rappresenta molto di più di una semplice novità editoriale: “Scannétt Allért” è destinato a diventare un patrimonio collettivo della città.
Già il titolo è un richiamo potente alla memoria popolare. “Scannétt Allért” è il grido pronunciato dal capo squadra prima del sollevamento del Mistero. Un ordine secco, identitario, che precede il conteggio “uno, due e tre” e che per i campobassani rappresenta un suono familiare, quasi ancestrale.
Attraverso una lunga anticipazione pubblicata sui social, Giovanni Teberino ha spiegato il senso profondo del progetto editoriale. Un viaggio fatto di storie, racconti, personaggi, aneddoti, curiosità ed emozioni. Ma soprattutto un viaggio nella memoria.
Perché Giovanni non è soltanto un organizzatore. È un archivio vivente. Conosce i dettagli che nessuno ricorda più. Custodisce episodi tramandati da padre in figlio. Ricorda i tempi, le tecniche, i segreti del montaggio, i piccoli trucchi artigianali che hanno consentito ai Misteri di attraversare le generazioni senza perdere la loro magia.
La sua conoscenza non nasce dai libri o dalle ricostruzioni accademiche. Nasce dalla vita vissuta. Dall’odore del ferro e del legno. Dalle notti passate a preparare gli Ingegni. Dai racconti ascoltati da bambino accanto al “maresciallo”. Da quella tradizione narrata che rischiava di disperdersi e che invece, grazie a lui, oggi trova un’autorevole forma scritta.
Le parole con cui Giovanni racconta il suo percorso sono forse il passaggio più intenso dell’anticipazione del volume. Il paragone tra la vita e una partita di calcio, con il “secondo tempo” ormai iniziato e quei minuti di recupero che tutti vorrebbero vivere pienamente, restituisce il ritratto di un uomo profondamente consapevole del valore del tempo e della memoria.
Ed è probabilmente questo il significato più autentico di “Scannétt Allért”. Non un semplice libro celebrativo. Non un’operazione nostalgica. Ma un atto d’amore verso Campobasso.
Perché i Misteri non appartengono soltanto al passato. Continuano a vivere grazie a uomini come Giovanni Teberino. Custodi silenziosi di una tradizione che ogni anno si rinnova identica e diversa, sospesa tra sacro e popolare, tra storia e sentimento.
E non è certo un caso se, quando a Campobasso si parla dei Misteri, il pensiero corre inevitabilmente a lui. A quell’uomo dal carattere spigoloso ma dall’animo enorme. A quella leggenda vivente che conosce ogni bullone degli Ingegni e ogni emozione nascosta dietro la sfilata.
“Scannétt Allért” non sarà soltanto un libro. Sarà un pezzo di Campobasso consegnato alla memoria collettiva.
LuCo

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