I test di collaudo nel nuovo Ponte di Genova «sono tutti positivi». Lo si apprende da fonti vicine al consorzio PerGenova al termine delle prove di carico del nuovo viadotto e per l’occasione tutti i camion sul ponte hanno suonato i clacson all’unisono. L’inaugurazione è fissata il 3 agosto. Questo succede a Genova, dove un ponte crollato è stato ricostruito di sana pianta in pochi mesi. Qualche migliaio di chilometri più a sud c’è un altro ponte, quello sul Sente, che nonostante le previsioni dei tecnici non è crollato, ma è ancora chiuso al traffico per l’ormai famoso e presunto «imminente rischio crollo». E sono passati quasi due anni dalla posa delle transenne. Vista la doppia velocità di intervento tra Genova e Belmonte del Sannio, che almeno in linea teorica sono entrambe in Italia, abbiamo chiesto conto della tragicomica vicenda al presidente della Provincia di Isernia, Alfredo Ricci.
«Siamo a buon punto con la firma della convenzione tra Provincia di Isernia, attualmente ente proprietario del viadotto, e l’Anas. Abbiamo emendato la prima bozza, sulla quale ora abbiamo trovato un accordo, ed ora il documento è all’attenzione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per l’avallo finale. Non posso essere preciso sulla tempistica, perché non dipende da me, ma si tratta ormai di una formalità». Quindi a Genova a giorni si inaugura il ponte ricostruito, due anni dopo invece in Alto Molise si è ancora in attesa della firma di un pezzo di carta, l’ormai famoso protocollo tra Provincia e Anas che però deve ottenere il placet del Ministero competente. «L’accordo con Anas prevede che sarà proprio Anas a gestire i fondi già stanziati dal Governo, i famosi due milioni di euro di cui si è tanto parlato – riprende Ricci -. In realtà la proprietà dell’infrastruttura resta ancora in capo alla Provincia di Isernia. Facciamo un atto di fiducia, abdichiamo in favore dell’Anas con il solo scopo di accelerare gli interventi e dunque ottenere quanto prima la riapertura al traffico del viadotto. L’obiettivo resta quello del passaggio ad Anas dell’intero asse viario, ma ovviamente non dipende della Provincia di Isernia, bensì dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e la tempistica è intuibilmente lunga». Dunque, riassumendo, i due milioni di euro tirati fuori con una sorta di magia dal Governo e stanziati per il viadotto Sente saranno gestiti direttamente dall’Anas. «Certo, – conferma il presidente Ricci – ma sia chiaro che quei soldi non basteranno, serviranno solo ed esclusivamente per la progettazione, almeno così dice Anas». Un progetto, in realtà, c’è già, stilato dall’ingegner Di Cristinzi da Venafro, ma è relativo solo alla famosa terza pila, quella interessata dalla roto-traslazione. Serve un progetto d’insieme, organico, che possa mettere in sicurezza l’intera infrastruttura, come richiesto dal Provveditorato opere pubbliche di Napoli. Tutto da rifare, dunque, a livello di progettazione e se ne occuperà Anas, con i suoi tecnici e le sue strutture. I soldi ci sono già, quei due milioni di euro inseriti nel Decreto Genova appunto. «Deve essere altrettanto chiaro che quella somma, che servirà a coprire solo i costi di progettazione, dovrà essere integrata con altri fondi da parte del Ministero – precisa in chiusura il presidente della Provincia pentra -. Soldi da girare ad Anas che provvederà alla progettazione della messa in sicurezza dell’intero viadotto entro la fine del 2021, come da accordi». Campa cavallo…

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