Luigi Monaco deve restare in carcere. Lo ha deciso il giudice Veronica D’Agnone dopo l’interrogatorio di convalida dell’arresto che si è svolto venerdì mattina nel penitenziario di via Cavour, a Campobasso. Un esito atteso, che non ha colto di sorpresa nemmeno la difesa: l’avvocato Alessio Verde, infatti, non aveva presentato alcuna istanza per ottenere una misura cautelare alternativa alla detenzione.
Il 35enne – come è noto – è accusato di omicidio volontario aggravato dalle minacce e dai futili motivi, in relazione alla morte di Nicola De Gregorio, l’operaio di 50 anni ucciso nella sua cantina di Civita di Bojano al termine – stando alle prime ricostruzioni investigative – di una discussione sfociata nel sangue.
La famiglia della vittima ha deciso di affidarsi a un legale. Si tratta dell’avvocato Demetrio Rivellino, che ieri ha incontrato i familiari di De Gregorio per seguire da vicino gli sviluppi dell’inchiesta e tutelarne la posizione. Un segnale che accompagna il dolore di queste giornate e che testimonia la volontà di non lasciare nulla di intentato nel percorso verso la verità.
Secondo le prime ricostruzioni, Nicola De Gregorio sarebbe stato colpito con calci e pugni, per poi essere raggiunto da un oggetto contundente che gli avrebbe frantumato il cranio, probabilmente una bottiglia, sequestrata insieme ad altri oggetti dai militari dell’Arma, che stanno lavorando su incarico della Procura di Campobasso. La scena, ancora sotto sequestro, resta al centro di una complessa attività di riscontro, con l’obiettivo di distinguere con precisione ciò che è avvenuto nella cantina dall’interpretazione delle testimonianze raccolte fino a questo momento.
Un passaggio decisivo arriverà giovedì mattina, 14 maggio, quando all’obitorio dell’ospedale Cardarelli di Campobasso si svolgerà l’autopsia sulla salma di De Gregorio, anch’essa sottoposta a sequestro dall’autorità giudiziaria. L’esame irripetibile sarà eseguito dal medico legale Luigi Cipolloni dell’Università di Foggia, mentre l’avvocato Rivellino nominerà come consulente di parte il dottor Vincenzo Vecchione. Anche la difesa di Monaco indicherà un proprio tecnico di fiducia.
L’autopsia dovrà chiarire un punto centrale dell’inchiesta: capire come sia morto davvero Nicola De Gregorio, se il decesso sia stato provocato dal violento impatto con l’oggetto contundente oppure se le lesioni riportate ai colpi di calci e pugni abbiano avuto un ruolo determinante. Una risposta che si annuncia decisiva per il prosieguo dell’indagine e per ricostruire con esattezza la dinamica di un delitto che ha sconvolto la città Bojano e l’intera comunità matesina.






















