Nuovi sequestri e cresce il numero degli indagati nell’ambito dell’inchiesta che a luglio ha coinvolto anche un imprenditore della provincia e due società a lui riferibili. Sarebbero state sottoposte a sequestro, infatti, nelle scorse ore – come riporta il quotidiano abruzzese Il Centro – nuove aree all’interno del cimitero cittadino comunale di Francavilla al mare. Provvedimento questo che reca la firma di Giancarlo Ciani, il sostituto procuratore che segue il caso da quando è scoppiato all’inizio di luglio, e conseguente all’ispezione condotta dai carabinieri di Chieti che avrebbero scoperto rifiuti speciali – pericolosi e non – nella zona dell’ampliamento del cimitero.
Gli indagati sarebbero adesso cinque: ci sarebbe anche Alessandro De Francesco insieme a Franco Antonio De Francesco, Carlo Sbaraglia (dipendente dell’azienda incaricata dell’intervento, la Cimitero San Franco srl), Maurizio Basile (in qualità di Rup) e Luigi Febo (presidente del Consiglio comunale di Chieti ma coinvolto nella vicenda per la sua attività professionale di architetto, in questo caso di direttore dei lavori per l’ampliamento). Due quindi gli imprenditori della provincia mentre le società coinvolte sono la De Francesco Costruzioni e la Cimitero San Franco alle quali viene contestata la responsabilità amministrativa. Come si ricorderà le ipotesi di reato sono soppressione di cadavere (sarebbero stati interrati insieme ai rifiuti anche resti umani), gestione o realizzazione di una discarica non autorizzata e frode nelle pubbliche forniture. Il nuovo provvedimento di sequestro si è reso necessario per la complessità delle indagini e perché le operazioni tecniche di sondaggio devono essere portate a termine anche verificando il livello di inquinamento e la sua eventuale estensione nel sottosuolo.Qualche giorno fa sono cominciate le analisi sui campioni di terreno prelevati dai carabinieri nel sopralluogo di metà ottobre: si ipotizza la presenza anche di fibre di amianto. E in quell’area, sempre secondo gli atti di indagine, sembra sia stato interrato materiale edile proveniente da San Giuliano di Puglia. L’inchiesta risale all’inizio di luglio: in quei giorni furono sequestrate alcune aree del cimitero e dagli scavi sarebbero emersi resti e parti di bare ma anche parti di cadaveri provenienti da tombe che non sarebbe stato possibile identificare. Altri residui di bare sarebbero spuntati da un pozzo di raccolta delle acque piovane.
Inoltre, sarebbero stati interrati nell’area di ampliamento anche rifiuti edili. Particolare questo che emergerebbe, come riportava in quei giorni Il Messaggero nella sua edizione abruzzese, da un esposto anonimo corredato da foto, giunto ai carabinieri nei giorni del sequestro del cimitero e precisamente il 14 luglio.
I carabinieri, quello stesso 14 luglio, hanno interrogato un uomo che sei anni prima – precisamente il 2 febbraio del 2017 – aveva segnalato al Comune di Francavilla al Mare di aver avuto informazioni su interramenti di rifiuti speciali nell’area del nuovo lotto e successivamente di aver assistito, personalmente, allo scarico di macerie provenienti dal crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia.

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