Divieto di dimora in provincia di Isernia ma Irma Forte, da ieri, è libera. Trascorrerà il Natale, presumibilmente ma è ovviamente una ipotesi, assieme a figli che non l’hanno mai lasciata sola. Una notizia, quella del provvedimento che le restituisce la libertà fino al processo, che sarebbe stata recapitata ieri mattina ai suoi legali, gli avvocati Giuseppe De Rubertis e Demetrio Rivellino e che arriva a un anno da quella notte drammatica della Vigilia di Natale.
Solo una decina di giorni fa, la conclusione delle indagini per l’omicidio del marito, Carlo Giancola, di cui Irma Forte si è assunta la piena responsabilità.
A poco meno di un anno dai fatti, infatti, la Procura di Isernia ha terminato le indagini sul delitto della vigilia di Natale del 2022. Il capo dell’ufficio inquirente pentro, Carlo Fucci, che ha seguito direttamente l’inchiesta, ha notificato l’atto ai legali di Irma Forte, rea confessa dell’assassinio di suo marito, avvenuto nella notte fra il 23 e 24 dicembre nella loro abitazione all’ingresso di Santa Maria del Molise.
I legali Giuseppe De Rubertis e Demetrio Rivellino attendono ora la fissazione dell’udienza davanti al gup di Isernia entro i primi mesi del nuovo anno e presumibilmente entro la tarda primavera l’inizio del processo davanti alla Corte d’Assise del capoluogo di regione.
A Irma Forte la pubblica accusa ha contestato l’omicidio volontario aggravato dal rapporto di coniugio. Circostanza, questa, che non consente di scegliere riti alternativi a quello ordinario.
D’altro canto, la donna ha ammesso subito di essere la responsabile della morte del marito. Avvenuta, però, in un contesto familiare difficile e doloroso, raccontato agli inquirenti da una donna provata.
Per gli avvocati De Rubertis e Rivellino, quel contesto avrebbe avuto un ruolo dirimente nella terribile vicenda accaduta in quella notte di dicembre: Irma, dopo ore trascorse a cercare di convincere il marito ad andare a dormire, lo avrebbe visto nella stanza dove lei stava riposando mentre brandiva un pesante ciocco di legno e le si avvicinava minacciosamente.
Un’arma che lui avrebbe potuto usare contro di lei: sarebbe riuscita quindi a strapparglielo dalle mani al culmine di una lite e poi a colpirlo.
La ricostruzione fornita dall’indagata, sottolinea ora Rivellino, è stata accolta in questi mesi anche nelle ordinanze del gip ed emerge in qualche modo dagli atti. Nel fascicolo, fra le altre cose, anche la relazione del Ris, che più volte ha effettuato sopralluoghi nell’abitazione di Santa Maria del Molise in via XXV Settembre anche per una ricostruzione ‘dinamica’ dell’omicidio in 3D.
Sono stati inoltre ascoltati numerosi testimoni, persone che conoscevano la coppia e che avrebbero aiutato a definire il clima di terrore nel quale la donna era costretta a vivere da 40 anni.
Ci si prepara già, dunque, al dibattimento. Nel frattempo, Irma Forte da qualche ora è libera, dopo una detenzione ai domiciliari durata un anno e trascorsa, per la maggior parte del tempo, in una struttura socio sanitaria in un paesino della provincia di Foggia.
La Cassazione, a inizio giugno, ha annullato l’ordinanza del Riesame che, su richiesta del pubblico ministero, aveva disposto per lei la custodia cautelare in carcere. Lo stesso Tribunale, a settembre, in sede di rinvio, ha confermato la misura dei domiciliari.

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