Non le manda a dire, questo è certo. Gianni Fantozzi, capogruppo dei Popolari a Palazzo San Francesco, non lascia spazio ad alcun fraintendimento. «L’amministrazione d’Apollonio? Da zero spaccato, anzi… al di sotto dello zero». Si ragiona di elezioni, vicine o lontane questo ancora non è dato sapere. Maggio oppure, nella peggiore delle ipotesi, ottobre. E si rischia di prolungare l’agonia, per come la vede il consigliere comunale che ragiona ad alta voce del ‘domani’ che verrà. «Ci siamo sbagliati, questa è la verità – spiega Fantozzi – è stata una delusione profonda. L’attuale sindaco ha avuto due sole capacità: quella di spaccare il centrodestra e fare lo stesso anche nel centrosinistra». La prova del fallimento viene dai numeri: al momento il primo cittadino ne ha, dalla sua parte, di risicati. Per Fantozzi, l’attuale sindaco non avrebbe nemmeno l’empatia che invece dovrebbe essere appannaggio di chi guida una amministrazione, di chi deve disegnare il futuro di una comunità. «Ha tanti lati negativi, il Comune non è una caserma – sbotta Fantozzi – serve dialogo con tutti, anche con l’opposizione perché dal confronto possono venire fuori buone idee sulle quali lavorare. Invece, per d’Apollonio, o sei con lui o sei contro di lui». Che l’atmosfera fosse incandescente si era capito già dalla prima riunione dei partiti del centrodestra, a fine gennaio scorso. Riunione interlocutoria ma già piena di distinguo. E i Popolari, rappresentati dall’assessore regionale Vincenzo Niro, assieme all’Udc quel giorno hanno piantato un primo paletto: quale il perimetro politico nel quale il centrodestra si muoverà per le Amministrative? Chi sono gli alleati? Domande non di poco conto, rilievi che lo stesso Fantozzi condivide in toto. La parentesi d’Apollonio, all’interno di una esperienza politica lunga quindici anni, è una ferita. E Fantozzi non lesina giudizi tranchant. «Ho sempre difeso l’amministrazione, a volte anche l’indifendibile» commenta. Poi arriva il 2018, la decisione di dare vita al gruppo dei Popolari per rafforzare l’azione amministrativa. «Il primo incidente di percorso, a dire il vero, c’è stato con l’approvazione dello Statuto, applicato solo in alcune parti – precisa Fantozzi, riferendosi al caso presidenza del Consiglio comunale – poi la costituzione del gruppo con la precisazione di un appoggio a patto di non modificare la Giunta. Invece no, ecco il secondo incidente: l’Esecutivo cambia, e dentro finisce chi aveva appoggiato il candidato del centrosinistra. La nostra richiesta di visibilità era per rivendicare l’ appartenenza, non per il desiderio di occupare poltrone. Motivo per il quale ne abbiamo parlato nel gruppo consiliare, abbiamo indicato un nome ma a lui (il sindaco, ndr) non andava bene. Voleva che ci fossi io, che ero in difficoltà perché quella battaglia non l’avevo di certo condotta per me! Ha insistito, ci ha dato pochi giorni di tempo e poi una volta resa nota la convergenza del gruppo sulla mia persona, il sindaco è sparito. È questa la verità, non ce ne sono altre» rimarca Fantozzi riferendosi all’altra verità, quella che d’Apollonio ha raccontato proprio su queste colonne solo qualche settimane fa, nel corso di una lunga intervista. «Noi non avevamo chiesto altro che la redistribuzione delle deleghe», precisa il capogruppo dei Popolari. «È sindaco perché lo ha sostenuto una coalizione e allora, quando ha deciso le modifiche dell’Esecutivo, quanto meno avrebbe dovuto sentire i rappresentanti dei partiti. Ma ha fatto anche di più, ha persino disconosciuto Michele Iorio che è l’unico che lo ha sempre sostenuto». Insomma, è il tempo dei tanti nodi che arrivano al pettine. E la seconda riunione del tavolo di centrodestra, che si terrà a stretto giro, forse entro la prossima settimana (gli onorevoli Tartaglione e Colla, rappresentanti di Forza Italia e Lega, sono impegnati per la fiducia al Governo Draghi, ndr), dovrà intanto stemperare tensioni accumulate in questi lunghi cinque anni. «È la seconda bocciatura del sindaco d’Apollonio – chiosa Fantozzi -; la prima l’ha avuta quando si è votato per la presidenza della Provincia di Isernia, la seconda quando non è stato nemmeno invitato alla riunione del centrodestra, a fine gennaio, per cominciare a ragionare di elezioni comunali». Il d’Apollonio bis è fuori da ogni ipotesi di ragionamento, ergo. «Troppi cambi di casacca in questa consiliatura, se l’assetto politico fosse stato identico si sarebbe potuto ricandidare ma le cose sono andate troppo oltre». E nel tracciare l’identikit del candidato ideale per la guida di Palazzo San Francesco, guardando a quello che è un futuro dalle tinte fosche così come l’emergenza sanitaria e economica lo ha tratteggiato, Fantozzi non ha dubbi. «Serve un politico autorevole, gradito a tutti, in grado di fare sintesi». Solo così la coalizione di centrodestra potrà essere compatta. Melogli? «Potrebbe catalizzare l’attenzione di tutti – concorda il capogruppo dei Popolari – ha lavorato bene, ama Isernia. Tutti abbiamo un nome – puntualizza Fantozzi – potrebbe esserci anche il mio ma sia chiaro: io metto veti sui personaggi in cerca d’autore, su chi pensa che cinque anni da assessore facciano il curriculum di un politico esperto, in grado di guidare la città. Noi vogliamo il bene di Isernia, dobbiamo trovare una persona che faccia sintesi ma senza imposizioni». Nomi sul tavolo, in grado di racchiudere queste doti imprescindibili per Fantozzi, ce ne sono. Oltre Melogli, il capogruppo dei Popolari pensa a Raffaele Mauro ma anche a Michele Iorio che, però, a precisa domanda nel corso di una intervista rilasciata a Primo Piano, dichiarò di essere fuori dai giochi. «Al momento si sente un gran vociare su persone senza esperienza – rintuzza Fantozzi -, sono 15 anni che faccio politica, ci sono stati sindaci con gli attributi, consigli comunali che erano palestre di vita. Ora i consiglieri in Aula fanno ginnastica, alzano solo la mano. Il Comune è in una crisi profonda, non ci sono competenze specifiche, i titoli di studio di sprecano ma manca l’esperienza. Questo è il peggior consiglio degli ultimi 40 anni». E, alla domanda sulla sua ricandidatura, Fantozzi – anche questa volta – non si nasconde dietro ad un dito. «Se il candidato sindaco sarà autorevole, competente e d’esperienza, io ci sarò. Ci vuole costanza per fare il consigliere, ci vuole profonda conoscenza della comunità e dei bisogni. Noi siamo pronti».
lucia sammartino

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