Ha scelto il silenzio Luigi Monaco, il 35enne accusato dell’omicidio di Nicola De Gregorio, l’operaio di 50 anni ucciso a Civita di Bojano lo scorso martedì. Davanti al gip Veronica D’Agnone, assistito dall’avvocato Alessio Verde e alla presenza del pm Vittorio Guarriello, il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere. Un’udienza lampo, durata meno di mezz’ora, che ha segnato il primo passaggio formale dopo l’arresto eseguito dai Carabinieri di via Croce.
«L’arrestato si è avvalso della facoltà di non rispondere, adesso il mio provvedimento arriverà nei termini prescritti che sono di 48 ore dalla richiesta del pubblico ministero» – ha spiegato la giudice al termine dell’interrogatorio di garanzia. Monaco è accusato di omicidio volontario, aggravato dalle minacce e dai futili motivi, un’imputazione che fotografa la gravità del quadro accusatorio delineato dagli investigatori.
Dal canto suo, il difensore ha scelto una linea di estrema prudenza. «È provato – ha spiegato l’avvocato Verde -. Ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere. È una strategia difensiva. Andremo avanti e vedremo nel merito cosa succederà nel processo. Ad oggi non c’è nulla da dichiarare, c’è solo rispetto per il dolore delle famiglie». Il legale ha poi escluso, almeno per ora, qualsiasi richiesta di misura alternativa alla detenzione: «In questo momento si rispetta il dolore e il lavoro di chi fa le indagini. Le aule processuali poi dimostreranno quella che sarà la verità».
Intanto a Bojano proseguono senza sosta gli accertamenti dei Carabinieri, guidati dal comandante Luca Palladino, che stanno cercando di ricostruire con precisione l’accaduto e di verificare anche l’eventuale presenza di una terza persona nella cantina al piano terra dell’abitazione di De Gregorio. Proprio lì dove si è consumata la tragedia: come è noto, secondo le prime ricostruzioni, la vittima avrebbe invitato Monaco, che abitava in un appartamento a circa cento metri di distanza, a bere un bicchiere di vino dopo che il giovane si era recato in zona per chiedere della legna per riscaldarsi. Poco dopo, in un contesto ancora tutto da chiarire, sarebbe esplosa l’aggressione.
Il 35enne, esperto in arti marziali e già con precedenti per risse e maltrattamenti in famiglia, tanto che fino a pochi giorni fa indossava il braccialetto elettronico, avrebbe colpito De Gregorio con calci e pugni, per poi colpirlo alla testa con una bottiglia di vetro. Bottiglia che è stata sequestrata, insieme ad altri oggetti, dagli uomini dell’Arma.
La famiglia della vittima si è rivolta a un legale, l’avvocato Demetrio Rivellino, che si avvarrà di un consulente per l’autopsia in programma la prossima settimana. L’esame irripetibile, disposto dalla Procura di Campobasso, si svolgerà probabilmente il 14 maggio all’obitorio dell’ospedale Cardarelli, dove si trova la salma, e servirà a chiarire le cause della morte e a fornire ulteriori elementi all’inchiesta.
La comunità di Bojano resta intanto profondamente scossa per l’accaduto, tanto che il clima di dolore ha travolto anche la campagna elettorale per le amministrative del 24 e 25 maggio. Tutti i comizi pubblici sono stati annullati, almeno fino ai funerali di Nicola De Gregorio, in un segno di rispetto che restituisce la misura della ferita e del lutto che hanno colpito l’intera cittadina.
Oggi, sabato 9 maggio, alle ore 19 si terrà anche una fiaccolata per l’operaio strappato all’amore della moglie, del figlio e dei familiari, partendo proprio da Largo San Giovanni: un momento di raccoglimento nel dolore e nel ricordo per una tragedia che ha spezzato tutta la comunità.
ppm

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