Un violento schianto nella tarda serata di ieri, con l’imbrunire, il rumore improvviso sull’asfalto e poi il silenzio rotto soltanto dalle sirene dei soccorsi. È morta così, domenica sera, Latifa Jdid, 27 anni, vittima del drammatico incidente avvenuto sulla Statale 87, all’ingresso di Termoli, nei pressi del distributore Q8. Una tragedia che ha sconvolto la città e lasciato senza parole amici, colleghi e familiari della giovane, che avrebbe compiuto 28 anni il prossimo novembre. L’incidente è avvenuto attorno all’ora di cena. Latifa viaggiava come passeggera su uno scooter di grossa cilindrata guidato da un uomo di 48 anni, un amico con il quale aveva trascorso parte della giornata insieme ad altre persone. Poco prima avevano partecipato a un pranzo tra amici e, secondo quanto emerso nelle ore successive, sarebbe stata proprio la giovane a
chiedere di fare un giro in moto. I due stavano raggiungendo il fidanzato della ragazza e altri componenti della comitiva quando, per cause ancora in corso di accertamento, il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo. Lo scooter è finito violentemente sull’asfalto e i due occupanti sono stati sbalzati a diversi metri di distanza. Nessun altro veicolo sarebbe rimasto coinvolto nell’incidente. L’impatto si è rivelato devastante. Per Latifa non c’è stato nulla da fare. I sanitari del 118, arrivati sul posto in pochi minuti, hanno tentato ogni possibile manovra, ma le ferite riportate erano troppo gravi. La giovane è morta praticamente sul colpo. Intervenute sia la postazione di Termoli, coi volontari della Misericordia di via Biferno, che la Croce di San Gerardo da Larino. Il conducente dello scooter, invece, è stato soccorso e trasferito in ospedale in codice rosso con diverse fratture e politraumi. Le sue condizioni vengono definite serie ma stabili. Come previsto dalle procedure di rito, l’uomo è stato sottoposto agli esami tossicologici e al controllo del tasso alcolemico. Per ore la Statale 87 è rimasta illuminata dai lampeggianti dei mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti carabinieri e agenti della Polizia Stradale, che hanno eseguito tutti i rilievi necessari per ricostruire con precisione la dinamica dello schianto. Nella serata di ieri è stata inoltre effettuata l’ispezione cadaverica da parte del medico legale incaricato dalla Procura, sul corpo della giovane. Acquisito il referto, al Pm di turno la scelta di restituire la salma alla famiglia, o disporre ulteriori accertamenti. Ma oltre la cronaca resta soprattutto il dolore umano per una vita spezzata troppo presto. Latifa Jdid era nata a Terlizzi, in Puglia, da famiglia marocchina di seconda generazione. Cresciuta a Corato, dove ancora risultava residente, aveva frequentato l’istituto alberghiero di Molfetta. Da tempo, però, la sua vita era ormai a Termoli, città dove viveva e lavorava stabilmente. Conviveva con Francesco Petti, consigliere di maggioranza del Comune di Montefalcone nel Sannio e operatore Gls, con cui si sarebbe sposato tra non molto. La notizia della sua morte ha rapidamente attraversato il Molise e la Puglia, lasciando sgomente due comunità che oggi si stringono attorno ai familiari della ragazza. Latifa lavorava da circa due anni e mezzo col gruppo Spegne. A ricordarla con commozione è stato Pino Gallo, ex assessore del Comune di Termoli, che ha affidato il proprio dolore a parole semplici ma profonde. «Lavorava con mia moglie Stefania da due anni e mezzo. Siamo tutti distrutti. Abbiamo perso una collaboratrice di grande valore, una ragazza splendida sotto ogni punto di vista». Chi la conosceva parla di una giovane donna educata, riservata e sempre sorridente, capace di instaurare rapporti sinceri con tutti. Una presenza discreta ma forte, apprezzata sul lavoro e benvoluta da amici e colleghi. In tanti, in queste ore, stanno affidando ai social fotografie, ricordi e messaggi di cordoglio. Domenica sera doveva essere soltanto un momento di spensieratezza dopo una giornata trascorsa tra amici. In pochi istanti, invece, tutto si è trasformato in tragedia. Oggi restano il dolore di una famiglia devastata, il vuoto lasciato da una ragazza di appena 27 anni e le tante domande alle quali le indagini dovranno dare risposta.





















