Si è conclusa intorno alle 16 di ieri pomeriggio l’autopsia sul corpo di Nicola De Gregorio, l’operaio 50enne ucciso nella cantina della sua abitazione a Civita di Bojano. L’esame irripetibile disposto dalla Procura è cominciato alle 11.45 all’obitorio dell’ospedale Cardarelli di Campobasso ed è stato eseguito dal medico legale Luigi Cipolloni dell’Università di Foggia; accanto a lui i consulenti di parte, Paolo Scarano per la difesa – seguita dall’avvocato Alessio Verde – e Vincenzo Vecchione per la famiglia della vittima, assistita invece dal legale Demetrio Rivellino. L’ispezione è durata a lungo e, secondo quanto riferito, sarebbero stati predisposti ulteriori accertamenti che integreranno la relazione finale.
Entro 60 giorni Cipolloni depositerà la relazione all’autorità giudiziaria, ma dalle prime informazioni sembrerebbe che, già nelle prime ricostruzioni, sia emersa la brutalità estrema che ha sfigurato il volto di Nicola De Gregorio, la cui testa sarebbe stata fracassata con una violenza inaudita, riferiscono fonti qualificate. Quanto alle ferite, in attesa della relazione ufficiale e quindi di conferme certe, si fa largo l’ipotesi che l’aggressore possa aver usato prevalentemente le mani per infliggere i colpi, una circostanza che secondo gli esperti presenti sarebbe rara e di eccezionale gravità. I consulenti hanno però subordinato ogni affermazione alle analisi e ai referti che saranno contenuti nella relazione definitiva.
Intanto, la conclusione dell’autopsia ha permesso alla Procura di autorizzare la restituzione della salma alla famiglia; così da consentire l’esecuzione dei funerali, previsti per oggi pomeriggio alle ore 16 nella chiesa della Madonna delle Grazie, a distanza di dieci giorni dall’omicidio che ha sconvolto Bojano, consumatosi lo scorso martedì 5 maggio. Nel frattempo, gli inquirenti proseguono gli accertamenti tecnici e gli approfondimenti sulle modalità dell’aggressione per incrociare i dati medico-legali con gli esiti dei rilievi effettuati nella cantina di Largo San Giovanni. La vicenda, ricostruita passo dopo passo nelle scorse settimane, è ormai nota alla comunità: nella sera in cui perse la vita, De Gregorio avrebbe avuto un incontro nella sua cantina con Luigi Monaco, 35 anni, residente a poche decine di metri; De Greogorio avrebbe invitato Monaco per un bicchiere di vino, dopodiché sarebbe scoppiata una lite – per motivi ancora tutti da accertare –, poi degenerata in aggressione. Monaco, che aveva riferito in prima persona alla moglie e al figlio della vittima di quanto accaduto poco prima, è stato subito dopo fermato dai Carabinieri di Bojano e da allora è rinchiuso nel carcere di Campobasso. Lì, durante l’interrogatorio di garanzia, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Dopo 48 ore è arrivata la convalida dell’arresto da parte del Gip, ed è indagato per omicidio volontario aggravato da minacce e futili motivi. Gli investigatori nel frattempo avrebbero sequestrato una bottiglia di vetro e altri oggetti rinvenuti sulla scena, e starebbero valutando l’eventuale presenza di terze persone nella cantina, oltre a confrontare testimonianze e riscontri materiali raccolti nei sopralluoghi.
La comunità di Bojano resta profondamente scossa. Nei giorni scorsi il paese si era stretto attorno alla famiglia con una fiaccolata e una partecipazione corale che hanno accompagnato il lutto collettivo; oggi l’attesa è per la verità che emergerà dalla perizia medico-legale e per il momento in cui la città potrà dare l’ultimo saluto a Nicola. Familiari, amici e vicini descrivono l’operaio come un uomo buono, riservato e laborioso, e la richiesta che attraversa il paese è una sola: che venga fatta piena luce su quanto accaduto, nel rispetto del dolore e della memoria di chi non c’è più. ppm

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