E’ partito ieri il processo su un presunto ammanco di 360mila euro dalle casse di una società riconducibile alla curia, la Spes srl, che gestiva anche delle attività commerciali in città. A finire nel mirino della magistratura tre membri del cda, tra cui un parroco e un noto commercialista di Isernia. Devono rispondere di bancarotta fraudolenta. A far venire alla luce il presunto ammanco è stato un controllo operato dalla Guardia di Finanza a cavallo tra il 2003 e il 2004. Scartabellando tra i documenti, gli uomini della Finanza si sono imbattuti nel bilancio della società: dai controlli successivi sarebbe stata notata una discrepanza per circa 360mila euro. La cifra, presente sui bilanci, non sarebbe stata trovata nelle casse della società. A questo punto sono scattate le denunce. Il sacerdote ha deciso di stralciare la propria posizione e ha patteggiato la pena. Resta in piedi il procedimento per gli altri due membri del consiglio di amministrazione.

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