Caro direttore,
Ho voluto fare uno “scarpino” a piedi per arrivare fino alla chiesa di San Giovannello: tutte le volte che ci andavo, provavo un inspiegabile senso di gioia mista a stupore per la bellezza del posto. Lo stupore, ahimè, questa volta è stato indirizzato tutto allo scempio che qualche animale ha comminato alla chiesetta tramite l’uso di bombolette spray.
Evito di inviarle foto perché mi vergogno. Mi vergogno per quei lobotomizzati che hanno pensato di trovare il loro momento di gloria con un gesto tanto sconsiderato. Sui muri dell’edificio sacro, in realtà, c’è scritta tutta la loro idiozia, la loro nullità etica e culturale, il loro non essere persone. Sono tra quelli che in più di un’occasione si è messo a ripulire muri, ma sono convinto che se non si applica la legge e non si comincia a stanare questa gente per poi farle pagare il dovuto e, perché no, ritinteggiare quanto sporcato, il problema perdurerà. Non possiamo permetterlo, non possiamo consegnare la città ai cultori del brutto e agli adepti della imbecillità.
L’amministrazione comunale, le forze dell’ordine e la magistratura rendano applicabile il già blando articolo 635 del codice penale, emanino ordinanze restrittive e vigilino costantemente per prevenire questi atti.
Daniel Mussy diceva che il “vantaggio” della bruttezza sulla bellezza è che la prima dura: facciamo tutti in modo di invertire questa pericolosa tendenza!
La ringrazio per l’attenzione e la saluto cordialmente
Gianluigi Malavolta

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