Una coppia – 43 anni lui, 41 lei – è finita nei guai per quanto accadeva in due strutture dell’area Matesina destinate ad accogliere minori non accompagnati arrivati in Italia dopo la traversata del Mediterraneo.
I due, per i quali la Procura del capoluogo aveva chiesto misure cautelari restrittive dalla libertà personale, sono attualmente a piede libero e in attesa dell’udienza del gup, al termine della quale si capirà se dovranno affrontare o meno un processo.
La denuncia che ha messo in moto le indagini coordinate dal sostituto Elisa Sabusco e condotte dagli uomini della Squadra mobile, è arrivata da Roma, dove un gruppo degli ospiti delle strutture molisane è fuggito e si è rivolto alla Polizia.
Raccapriccianti i racconti di quanto accadeva in entrambi i centri: minacce, calci, pugni. Insomma, violenze di ogni genere a cui i ragazzini erano ripetutamente sottoposti dai due, che nei centri avevano il ruolo di responsabili. Hanno raccontato anche di essere stati sequestrati per oltre un mese: chiusi tra le mura delle strutture senza poter nemmeno passeggiare o giocare. Un dramma nel dramma.
Gli agenti della questura di Campobasso hanno raccolto indizi, ascoltato testimoni, registrato filmati, eseguito appostamenti e pedinamenti. Tutto lascia presupporre che le violenze denunciate dai quei ragazzi giunti in Italia con un sogno da realizzare sono autentiche.
Da quanto si apprende, i due indagati hanno lasciato le struttura e sono in attesa di conoscere la data dell’udienza preliminare. Per i ragazzini, che sperano di ottenere giustizia, il Molise resterà solo un ulteriore brutto ricordo.

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