Si fa fitto il mistero che avvolge dalla notte tra giovedì e venerdì la scomparsa di Pietrangelo Serino, 40enne di Guardiaregia trovato morto domenica sera in località Miralago in territorio di San Gregorio Matese.
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l’autopsia sulla salma, che è stata eseguita ieri nel centro di medicina legale di Caserta.
La segnalazione ai Carabinieri della locale stazione è arrivata ieri l’altro nel tardissimo pomeriggio da alcune persone che stavano trascorrendo la domenica all’aria aperta. Da quanto si apprende, il corpo del 40enne era adagiato sul terreno. I militari della Compagnia di Piedimonte Matese coordinati dal maggiore Giovanni Falso (già comandante della Compagnia di Venafro), che collaboravano alla ricerche del giovane scomparso da Guardiaregia, hanno subito avvisato i colleghi di Bojano. Il tempo necessario al riconoscimento e intorno alle 22, avuta la certezza che si trattasse di Pietro (così lo chiamavano amici e familiari), la Prefettura di Campobasso ha interrotto le ricerche.
Al momento non è esclusa nessuna ipotesi. Saranno gli esami eseguiti a stabilire la causa e l’orario del decesso.
Il medico legale che si è occupato della ricognizione cadaverica sembra non abbia riscontrato segni di violenza.
Tante le domande a cui l’inchiesta aperta dalla Procura di Santa Maria dovrà fornire una risposta.
A Guardiaregia, chi conosceva Pietro, non si dà pace. Un ragazzo normalissimo, legato alla famiglia, alla fidanzata. Lavoratore ineccepibile. Soddisfatto negli affetti e nella professione.
Pietro, 40 anni compiuti a marzo, giovedì era uscito con gli amici. Una serata tranquilla alle prese con il gran caldo. Non è chiaro se avesse fatto ritorno a casa o meno. Ma alle prime ore dell’alba pare abbia inviato un ‘messaggino’ alla fidanzata per informarla che aveva deciso di trascorrere qualche ora in montagna, alla ricerca di un po’ di refrigerio. Sarebbe stato questo l’ultimo contatto di Pietro con i suoi familiari.
Venerdì, con il trascorrere delle ore, è aumentata anche la preoccupazione. Di Pietro nessuna traccia. Il cellulare muto. Amici e familiari hanno cominciato a cercarlo. Hanno organizzato ronde. Telefonate. Passaparola. Sabato, poi, il ritrovamento della sua Opel Corsa in località Serra del Perrone nella più conosciuta area di Bocca della Selva ha fatto scattare ufficialmente le ricerche. I genitori hanno presentato la denuncia ai Carabinieri di Bojano. Il capitano Michele De Chiara ha subito informato la Prefettura di Campobasso, che a sua volta ha fatto partire la macchina dei soccorsi. Immediatamente si sono mobilitati Vigili del fuoco, Soccorso alpino, gli stessi Carabinieri con i Carabinieri forestali, la Protezione civile regionale. E mentre le ricerche entravano nel vivo e proseguivano per tutta la notte, i Carabinieri, con l’aiuto di familiari e amici, ricostruivano i movimenti di Pietro nelle ultime ore, cercando di capire se avesse avuto discussioni, incomprensioni. Qualcosa che lo avesse indotto ad allontanarsi. Ma non sarebbe emerso nulla di particolare. Tutto nella norma.
Domenica è decollato da Pescara un elicottero della Polizia. A bordo i tecnici del Soccorso alpino per perlustrare dall’alto la vasta area. Utilizzati anche i droni e le unità cinofile dei Vigili del fuoco. Oltre alla zona di Bocca della Selva dove Pietro aveva lasciato l’auto (in un posto non proprio alla portata di tutti ma facile da raggiungere per chi vive a Guardiaregia) le ricerche erano state estese pure alla diga di Arcichiaro. Un testimone aveva infatti raccontato ai Carabinieri di aver notato il 40enne che passeggiava sulla strada. Testimonianza ritenuta attendibile dagli inquirenti, ma che oggi sembra improbabile poiché il luogo dov’è stato ritrovato il cadavere, raggiunto da Pietro dopo aver lasciato l’auto a Serra del Perrone, si trova nella direzione opposta dell’invaso.
Per quanto possa sembrare distante località Miralago (San Gregorio Matese) rispetto al posto dov’è stata rinvenuta l’Opel Corsa del 40enne, c’è un sentiero, quello che gli inquirenti pensano che Pietro abbia percorso, che collega i due punti in una 40ina di minuti, per una distanza di tre chilometri. In buona sostanza, da Bocca della Selva per raggiungere il lago di San Gregorio Matese, si impiega il medesimo tempo percorrendo la provinciale in auto e il sentiero a piedi.
Certo è che se Pietro ha percorso quel sentiero, che sicuramente conosceva, probabilmente non si era perso come invece si ipotizzava (e sperava) nelle scorse ore. Cosa è accaduto, però, è complicatissimo stabilirlo senza i necessari riscontri medico-scientifici. Gli stessi inquirenti, sia di Piedimonte Matese sia di Bojano, non azzardano ipotesi.
A Guardiaregia la notizia del ritrovamento del cadavere si è diffusa in pochi minuti, suscitando sentimenti di sgomento e smarrimento. Lo stesso sindaco del paese da queste colonne aveva espresso incredulità rispetto all’accaduto.
La vita di Pietrangelo Serino qualche anno fa era stata segnata da un grave lutto. L’uomo aveva perso la sorella affetta da un male inguaribile.
L’arrivo della salma in paese è attesa alle 13.30. Nel pomeriggio i funerali che saranno celebrati da don Nicola Giannantonio. ppm

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