A pochi giorni dall’avvio della fase congressuale, la Uil Molise intensifica l’azione di sollecitazione alla politica.
Il 12 dicembre lo start alle operazioni che porteranno al rinnovo dei vertici e per avviarle tornerà il segretario nazionale Carmelo Barbagallo. Sarà in regione, spiega Tecla Boccardo, per fare il punto della situazione. «Ha preso in considerazione i problemi del Molise e li ha portati alla ribalta nazionale. Anche grazie a questa ribalta siamo riusciti a ottenere i risultati raggiunti». Il leader della Uil torna anche per «rafforzare la nostra azione e concretizzare il nostro progetto per il Molise». Rispetto a quando è stata eletta, quattro anni fa, al vertice del sindacato «qualche miglioramento c’è, ci sono i bandi», ammette Boccardo. Ma avverte: le politiche attive del lavoro non possono essere aree di parcheggio, devono essere coordinate con le politiche industriali.
Altro tema su cui la Uil incalza la Regione è quello dei fondi europei. In particolare per la programmazione 2014-2020, il sindacato punta il dito contro la lentezza nella spesa.
Stando ai dati pubblicati sul sito della Commissione europea e forniti dalla Uil, su un totale di 361,3 milioni di euro tra Fesr, Fse e Feasr, gli impegni di spesa sono pari a 95,6 milioni di euro (il 26,6% del totale a fronte di una media nazionale del 32,7%). La spesa rendicontata è di 2,4 milioni di euro (lo 0,7% del totale). Per il Fesr su 105,9 milioni di euro gli impegni di spesa sono di soli 14,8 milioni di euro (il 13,9% del totale), mentre la spesa rendicontata è di 1,2 milioni di euro (1,1% del totale). Il Fse su un totale di 47,7 milioni di euro presenta un livello di impegni di 12,7 milioni di euro (il 26,7% del totale) ed un spesa rendicontata pari a 1,2 milioni di euro (il 2,4% del totale). Mentre il Feasr presenta livelli di impegni di spesa al 32,8% (68,1 milioni di euro su un totale di 207,7 milioni di euro, ma al momento non sono state rendicontate spese a Bruxelles.
«La parola d’ordine che la Uil Molise si vede costretta nuovamente a lanciare è “accelerazione”. Accelerazione della spesa dei fondi comunitari, accelerazione della spesa degli interventi previsti per il Patto per il Sud. Anche perché – sottolinea Boccardo – spendere presto e bene le risorse a disposizione per lo sviluppo e la coesione sociale porta ad avere anche un impatto maggiore in termini di ricchezza prodotta. Infatti il Pil in Molise, nell’ultimo anno, è cresciuto dell’1,2% a fronte di una media nazionale dell’1,3%, molto lontano però, di circa 15 punti rispetto all’inizio del secolo. Lo stesso Pil pro capite, che è di 18.955 euro, molto lontano dalla media nazionale (27.856 euro), cresce nell’ultimo anno del 2,1%, ma rimane lontano dai livelli del Duemila di 12 punti percentuali».
Conclude poi la segretaria: «Quando non ci sono i soldi si piange e ci si dispera, quando i soldi ci sono non si è capaci nemmeno di spenderli e si tira in lungo. Impegni possibili messi nel cassetto, bandi in ritardo e ulteriormente prolungati, opportunità rimandate nel tempo. Così non va proprio bene».

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