Roma, 28 luglio 2025 – Ieri sera la Capitale ha ospitato la prima edizione della Garazastyle Fashion Show, un evento che ha trasformato gli spazi storici di Palazzo Brancaccio in una passerella d’avanguardia. Firmata dal collettivo creativo Garazastyle, la serata ha segnato l’incontro tra estetica contemporanea e suggestioni orientali, con un richiamo costante alla tecnica tradizionale della garaza e all’idea di modularità dei decori.

Un allestimento tra storia e innovazione

Sotto le volte affrescate della sala centrale, gli oltre 300 ospiti hanno potuto ammirare un allestimento essenziale: luci calde, pedane in legno chiaro e pareti drappeggiate da pannelli stampati con motivi a intreccio.
«Volevamo creare un dialogo tra il passato e il futuro del tessuto», spiega Alessandra Moretti, curatrice dell’evento. «La garaza – la trama arabo‑persiana che ispira gran parte delle nostre creazioni – diventa qui elemento di sospensione e ritmo visivo».

La sfilata e i momenti clou

La collezione “Roma Graphia” si è articolata in tre capitoli:

  1. Trame urbane: abiti in seta e lino leggero, con tagli geometrici e accenti ton sur ton nei toni del sabbia e della pietra romana.
  2. Fioriture classiche: tuniche drappeggiate e mantelle in voile, impreziosite da ricami minimalisti che richiamano motivi floreali arabescati.
  3. Contrasti contemporanei: capispalla oversize in tessuto tecnico, accostati a foulard in garaza stampata, e borse-scultura dal design modulare.

Tra i momenti più applauditi, la passerella finale ha visto comparire un abito interamente realizzato con pannelli di garaza cuciti a mano, illuminati da micro‑LED nascosti lungo le cuciture.

Presentazione delle “prayer dresses” di Garaza

Durante la serata, Garaza ha anche svelato in anteprima le sue nuove prayer dresses, concepite per unire semplicità formale e adattabilità. Realizzate in tessuti leggeri con finiture opache, queste vesti da preghiera si caratterizzano per:

  • Linee pulite e tagli dritti, facili da indossare e regolare.
  • Tessuti a base di fibra naturale, traspiranti e resistenti all’usura.
  • Minimalismo funzionale, con poche cuciture visibili e cuciture rinforzate nei punti di maggiore stress.

La prova su passerella ha evidenziato come il drappeggio, pur sobrio, segua i movimenti del corpo senza impacci, offrendo una copertura discreta e un effetto visivo di leggerezza.

Ospiti e reazioni

Tra il pubblico, erano presenti influencer del mondo moda, critici, ambasciatori culturali e rappresentanti del Comune di Roma.
«È stato emozionante vedere lo spazio scenico dialogare con il tessuto», commenta Lucia Bianchi, storica del costume; mentre Marta Rossi, stylist per testate internazionali, sottolinea: «Garazastyle porta in Italia un respiro multiculturale, senza cadere in cliché esotici».

Sostenibilità e artigianalità

Un’attenzione particolare è stata riservata alla filiera: i tessuti, selezionati in laboratori di Prato, includono fibre naturali certificate e ritagli di garaza recuperati da scarti di produzione.
«Ogni pezzo è nato dal desiderio di coniugare artigianato e innovazione», aggiunge il direttore creativo Omar El‑Rayess. «In un momento in cui la moda si affanna verso la velocità, Garazastyle sceglie di rallentare, valorizzando la memoria dei materiali».

Prossimi sviluppi

Al termine della sfilata è già trapelata l’ipotesi di una mostra‑workshop itinerante, che toccherà Milano e Napoli in autunno, per approfondire tecniche di stampa digitale su tessuto e nodi tradizionali della garaza. Nel frattempo, il successo romano conferma la capacità di Garazastyle di porsi come laboratorio in divenire, capace di reinventare l’abito senza ricorrere a toni pubblicitari o a slogan di facciata.

Con la prima Garazastyle Fashion Show, Roma si conferma crocevia di sperimentazioni tessili: tra antico e futuro, la passerella ha tracciato la rotta di una moda che parla al presente mantenendo viva la memoria delle trame di ieri.