Importanti misure in favore dell’abbattimento delle barriere architettoniche: con propria delibera la giunta regionale ha proceduto ad una variazione del bilancio 2018-2020 per stanziare circa 520mila euro per sostenere gli interventi di eliminazione e superamento delle barriere architettoniche da parte dei soggetti privati.
Con tale delibera informa – l’assessore Roberto Di Baggio – è stato quindi disposto un consistente primo stanziamento urgente, che va a coprire le annualità pregresse dal 2002 e fino al 2007, grazie al quale i cittadini che hanno già attivato progetti edilizi in tal senso, possono finalmente veder rimborsate le spese già sostenute.
Uno stanziamento importante, che è solo la prima tranche di un importo di circa un milione e 100mila euro destinati al Molise, a valere su fondi statali istituiti proprio per gli interventi ex L. 13/89 di abbattimento delle barriere architettoniche, ma che dal 2003 non venivano più stanziati.
La Legge 13/89 è ancora oggi la principale fonte normativa italiana che si occupa concretamente di barriere architettoniche e del loro abbattimento: prevede che ai cittadini sia data la possibilità di accedere a dei contributi, erogati dai Comuni di residenza, per eliminare le barriere architettoniche nelle loro case e negli edifici privati.
I contributi sono concessi su immobili già esistenti dove risiedano persone disabili e destinati a diversi interventi, che contemplano anche opere in parti comuni di un edificio (esempio: ingresso di un condominio) o installazione di rampe, come pure l’acquisto di attrezzature quali montascale o servoscala.
L’assessore al ramo, Roberto Di Baggio, coglie l’occasione per ricordare a tutti gli interessati che «le domande per accedere ai contributi possono essere presentate presso i Comuni di residenza già a partire dal prossimo mese di gennaio ed entro e non oltre il 1° marzo 2019. Nel frattempo, i Comuni destinatari delle somme sono stati già invitati a presentare alla Regione Molise le schede di rendicontazione per la liquidazione ai soggetti aventi diritto».

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