Il basso Molise sempre più al centro degli interessi di chi vuole farne un “hub” energetico rinnovabile. Spunta un’altra proposta di insediamento, stavolta sul fotovoltaico, tra Larino e Montorio nei Frentani. A presentarla è stata la società Green Venture Montorio srl con sede legale a Roma. Istanza del maggio scorso, al Ministero della transizione ecologica, arrivata sull’albo pretorio dei comuni interessati nella prima settimana di gennaio. Un impianto per la produzione di energia elettrica da fonte solare in Montorio nei Frentani denominato “Montorio nei Frentani 21.7”, di potenza nominale pari a 21,7152 MWp. La tipologia di procedura autorizzativa necessaria ai fini della realizzazione del progetto è l’Autorizzazione Unica ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 387/2003 e l’Autorità competente al rilascio è la Regione Molise (IV Dipartimento “Governo del Territorio” Servizio Programmazione Politiche Energetiche). Il progetto è localizzato nel territorio dei comuni di Montorio nei Frentani e Larino e prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico e relative opere di connessione alla Rete elettrica di Trasmissione Nazionale (RTN). L’impianto fotovoltaico sarà connesso tramite cavidotto interrato ad una Stazione di Trasformazione 30/150 kV, ubicata all’interno di un Punto di Raccolta condiviso da altri 5 produttori. La connessione alla RTN avverrà infine attraverso l’esistente Stazione Elettrica 380/150 kV Larino. Ai sensi dell’art.10, comma 3 del D.Lgs.152/2006 e s.m.i. il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale comprende la valutazione di incidenza di cui all’articolo 5 del D.P.R. 357/1997 in quanto il progetto non interferisce direttamente con aree della rete Natura 2000, ma il cavidotto risulta in un breve tratto adiacente al perimetro della ZSC IT222254–Torrente Cigno, coincidente con la ZPS IT228230 Lago di Guardialfiera – Foce fiume Biferno. Mentre il Punto di Raccolta e l’Impianto Fotovoltaico troveranno ubicazione, rispettivamente, a circa 970 m e a circa 2,4 km dagli stessi siti Rete Natura 2000. Come risulta dagli esiti dello Studio di Impatto Ambientale i principali impatti in fase di cantiere sono rappresentati delle emissioni in atmosfera (fumi di scarico) legate all’utilizzo e alla movimentazione dei mezzi d’opera (escavatori, camion, ecc..) e al sollevamento polveri dovuto alle attività di scavo e movimento terra. Altro fattore di impatto è legato allo svolgimento delle lavorazioni in progetto e alla rumorosità dei macchinari impiegati. Il livello delle emissioni sonore generate, considerando la tipologia di mezzi impiegati, può essere paragonabile a quella delle macchine agricole abitualmente utilizzate nei campi. Gli impatti originati in fase di cantiere, tuttavia, saranno di bassa entità, a carattere temporaneo e completamente reversibili, in quanto cesseranno al termine dalla fase di realizzazione. In fase di esercizio, invece, i principali impatti residui saranno riconducibili all’occupazione di suolo e alla presenza fisica degli impianti, che determinerà un impatto sulla componente paesaggio. Le interferenze sulla componente ambientale “Suolo” saranno quindi dovute alla sottrazione di superficie per la presenza, fino a dismissione, dell’impianto fotovoltaico: l’area effettiva complessiva recintata sarà pari a circa 21,9 ettari, mentre quella coperta dai moduli fotovoltaici sarà paria a circa 11,3 ettari. Durante la fase di esercizio non sarà dunque possibile continuare le pratiche agricole sui terreni occupati dal parco fotovoltaico in progetto sebbene queste non siano volte, di fatto, a colture pregiate o di notevole interesse economico. In relazione alla componente “Paesaggio”, infine, si segnala che il territorio in cui saranno realizzate le opere in progetto possiede una morfologia sub-pianeggiante, debolmente ondulata che contribuisce a ridurre la visibilità complessiva dell’intero parco fotovoltaico e al contempo non offre particolari punti rialzati panoramici. La fruizione del paesaggio, nell’area, è data essenzialmente dagli assi viari che costituiscono gli unici elementi di fruizione dinamica del paesaggio e, in particolare dalla SP 40 che è la più prossima ai campi. Intanto, sull’altro progetto, quello dell’eolico che ricadeva su 4 comuni, oltre a , su cui c’era stata anche l’assemblea zonale a Palazzo Ducale, i sindaci di Montorio nei Frentani, San Martino in Pensilis, Ururi e Larino, avevano espresso contrarietà al mega progetto di impianto eolico da realizzare su un territorio che ricade tra i quattro paesi, a ridosso dell’abitato, di imprese agricole e zootecniche. Sull’impianto da 23 aerogeneratori di una potenza complessiva dell’impianto pari a 142,6 Mw si è espresso il Consiglio comunale di Montorio: «La comunità montoriese – fa sapere il consiglio comunale di Montorio – ha già fornito il proprio contributo in materia di fonti rinnovabili visto che in paese è stato già realizzato un precedente parco eolico. La zona è già satura ed è necessario fare opposizione». Dello stesso avviso gli amministratori di Ururi, San Martino in Pensilis e Larino che, a loro volta, hanno presentato osservazioni contrarie. «Se non si predispone un Piano regionale adeguato per le rinnovabili, il Molise – dicono i primi cittadini – diventerà terra di nessuno. Ci sono tanti progetti, alcuni nelle stesse zone, e non è possibile trasformare la regione in una distesa di pali eolici». Nelle osservazioni prodotte da Montorio nei Frentani si denuncia come «sia stato ampiamente raggiunto l’obiettivo di produzione di energie rinnovabili. Il Molise ha già raggiunto l’obiettivo europeo 2030: 30% di energia prodotta da fonti rinnovabili, nel 2018 abbiamo raggiunto il 39%. Siamo a favore delle fonti energetiche alternative che non deturpino l’ambiente ed il paesaggio e che non siano di ostacolo ad uno sviluppo orientato alla valorizzazione delle biodiversità del territorio». L’ impianto eolico in questione verrebbe ad insistere in una zona classificata come ad “alto valore agricolo” ed interessa una superficie complessiva di circa 3.000 ettari di terreno coltivato intensivamente tra uliveti, vigneti, frutteti ed estensivamente a grano, orzo, farro, granturco ed altro. E’ presente anche un allevamento con 100 capi di bovini.

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