La partita elettorale di Montenero di Bisaccia si sposta definitivamente sul terreno della giustizia amministrativa. Il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Campobasso hanno impugnato davanti al Consiglio di Stato la sentenza con cui il TAR Molise aveva riammesso la lista “Montenero Dignitosa” e la candidatura a sindaco di Gaetano Silverio De Risio, ribaltando la precedente esclusione decisa dalla Sottocommissione elettorale circondariale di Termoli.
Al centro del contenzioso resta una questione apparentemente semplice ma giuridicamente delicatissima: dodici minuti. Tanto sarebbe durato lo sforamento rispetto al termine perentorio delle ore 12 fissato dalla legge per la presentazione delle liste. La documentazione della lista “Montenero Dignitosa” risulta infatti acquisita alle 12.12, circostanza che aveva determinato la ricusazione iniziale.
Il TAR, con la decisione del 2 maggio, aveva però scelto una linea interpretativa favorevole alla massima partecipazione elettorale, ritenendo quel ritardo “minimo” e giustificato. Secondo i giudici amministrativi, i delegati erano già presenti nei locali comunali entro l’orario limite, con documentazione sostanzialmente pronta, e il lieve slittamento sarebbe stato determinato da fattori esterni, tra cui la contemporanea presenza di più liste e alcune indicazioni operative fornite dal segretario comunale.
Una ricostruzione che il Governo smonta punto per punto nell’atto di appello. La tesi dell’Avvocatura dello Stato è netta: il termine delle 12 non è elastico, ma tassativo, e può essere derogato solo in presenza di eventi eccezionali, imprevedibili e non imputabili ai presentatori. Condizioni che – secondo il Ministero – non emergono in alcun modo nel caso concreto.
La contro-ricostruzione è altrettanto precisa nei dettagli temporali. Dopo aver ricevuto un’altra lista alle 11.30, il segretario comunale sarebbe tornato disponibile già dalle 11.40, senza che nessuno si presentasse alla porta del suo ufficio. Anche alle 11.55 e allo scoccare delle 12, sempre secondo quanto riportato negli atti, non vi sarebbe stata alcuna presenza in attesa di formalizzare il deposito. Solo alle 12.12 i delegati di “Montenero Dignitosa” avrebbero consegnato la documentazione completa.
Un passaggio decisivo, perché ribalta la narrazione dell’“attesa dentro gli uffici” su cui il Tar aveva fondato la propria decisione. Per l’Avvocatura, non solo non vi sarebbero state disfunzioni organizzative, ma neppure elementi di forza maggiore: eventuali rallentamenti o affollamenti rientrerebbero nel normale rischio organizzativo, che spetta ai presentatori governare con diligenza.
C’è poi il nodo dell’affidamento generato dalle parole del segretario comunale. Il Tar aveva ritenuto che l’indicazione “chi è dentro è dentro” potesse aver legittimamente indotto i delegati a ritenere valida la consegna anche oltre le 12. Ma lo stesso segretario, nella ricostruzione riportata nell’appello, chiarisce di non aver mai autorizzato depositi tardivi, parlando piuttosto di un “errato convincimento” maturato dai presentatori.
Non meno rilevante il profilo procedurale. Il Ministero contesta la stessa ammissibilità del ricorso originario, sostenendo che non sia stato notificato correttamente alla Sottocommissione elettorale, soggetto che ha emanato l’atto impugnato. La notifica sarebbe avvenuta presso l’Avvocatura dello Stato, modalità ritenuta incompatibile con il rito elettorale, che impone tempi strettissimi e forme rigorose.
Secondo questa impostazione, il Tar avrebbe dovuto dichiarare il ricorso inammissibile già in via preliminare. Una questione tecnica, ma potenzialmente decisiva, perché se accolta dal Consiglio di Stato renderebbe superflua ogni valutazione sul merito della vicenda.
Sul piano sostanziale, invece, il cuore dello scontro resta il bilanciamento tra due principi: da un lato il favor partecipationis, cioè la tendenza ad ampliare la competizione democratica; dall’altro la necessità di rispettare regole certe e uguali per tutti, soprattutto in una fase delicata come quella di presentazione delle liste.
Il Consiglio di Stato sarà ora chiamato a stabilire quale dei due debba prevalere in questo caso specifico. La decisione arriverà in tempi necessariamente rapidi, vista la prossimità delle elezioni del 24 e 25 maggio, e avrà effetti immediati sul quadro politico locale. Intanto, ieri sera c’è stata la presentazione della lista di Simona Contucci, “Montenero Coraggiosa”.

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